Il
dono del consiglio
della
Comunità Cattolica "Cristo
Maestro"
Questo
dono dello Spirito, altrettanto necessario ai discepoli
di Cristo, riguarda pure una particolare illuminazione della
mente; tuttavia, a differenza dei tre doni precedenti, i
quali si muovono su un terreno prevalentemente speculativo
(anche se la sapienza ha innegabili aspetti pratici),
il dono del consiglio opera esclusivamente in sede di ragion
pratica. Questa particolare luce soprannaturale
non è quindi ordinata al conoscere ma all'agire.
Ma
perché è necessario un dono dello Spirito
per illuminare la ragion pratica?
La risposta è semplice: l'ambito delle decisioni
e della vita pratica è il campo su cui si combatte
la battaglia del compimento della volontà di Dio.
E la luce della ragione naturale, da sola, non è
sufficiente a indicarmi "il meglio pratico" nel
quadro della perfezione cristiana. In sostanza: se
devo realizzare un bene umano (vale a dire: l'acquisto
di una casa, la legalità nella professione, il metodo
educativo per i figli..) può bastarmi la
luce della mia ragione naturale, accompagnata dalle competenze
e dall'esperienza; ma se devo realizzare un bene soprannaturale
(vale a dire: realizzare le aspettative della volontà
di Dio per me, qui e ora), la luce della mia ragione
naturale non può più bastarmi. Ecco che il
Signore mi dà ciò che manca al mio quoziente
intellettivo, infondendomi il dono soprannaturale della
ragion pratica: il consiglio.
Si
tratta di un dono che, al pari degli altri, nessuno può
conseguire, se Dio non lo elargisce graziosamente:
"A Dio appartiene il consiglio" (Gb 12,13).
Anche questo dono è prerogativa divina, nel senso
che non è in dotazione della natura umana in quanto
tale. Il consiglio è un dono che si aggiunge alla
ragione umana. Chi non lo possiede non può
rispondere alle esigenze quotidiane della volontà
di Dio, perché non è interiormente diretto
da Dio. Al massimo egli potrà individuare
il bene umano e regolarsi su di esso in base al loro buon
volere, ma la perfezione cristiana, ovviamente, è
ben altro. Chi ha il dono del consiglio è
guidato da Dio nelle circostanze piccole e grandi della
vita pratica, e perciò egli non agisce bene, ma agisce
santamente: "Mi guiderai con il tuo consiglio"
(Sal 73,24); "Benedico il Signore che mi ha dato
consiglio" (Sal 16,7); "Il Signore dirigerà
il consiglio del saggio" (Sal 39,7).
Per
ottenere il dono del consiglio, al pari di tutti gli altri
doni soprannaturali, occorre una precisa disposizione:
"L'uomo accorto acquisterà il dono del consiglio"
(Prv 1,5); insomma, i doni di Dio non possono essere elargiti
a chi non si dispone a riceverli.
Per
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