IMPRIMATUR
Petropoli, Die 13 Aprilis 1892 a.
Archiepiscopus Metropolita Mohiloviensis KOZLOWSKI.
L.S.
f.m. Secretarii in Spiritualibus
C. Propolanis S.Th.C.
Tous droits réservés.
No794
........?
DEDICA DELL'AUTORE
VOSTRA ECCELLENZA:
Per ricambiare in qualche modo la Vs. grandissima gentilezza
verso di me, che ho potuto sperimentare così spesso
e in tante maniere, mi sono impegnato a dedicarVi questo
piccolo libro. E' di piccole dimensioni ma è stato
compilato con gran cura e fatica, e mi sostiene la speranza
che Voi non lo sdegnerete; esso infatti è il primo
frutto delle fatiche di uno che Voi, una volta, Vi siete
così gentilmente compiaciuto di chiamare il primo
frutto delle Vostre fatiche come Rettore di questa Accademia.
Io prego perciò Vostra Eccellenza di benedire questo
lavoro che ho recentemente portato a termine, in maniera
che possa adempiere lo scopo per cui è stato scritto.
Benedite anche me affichè io possa presto compiere
lavori più importanti per la gloria di Dio e per
l'onore e per il progresso della nostra Alma Mater, su
cui regnate da otto anni, e di cui siete il più
grande ornamento.
Possano queste pagine rappresentare per Vostra Eccellenza
la dimostrazione del mio perpetuo e sincero affetto e
gratitudine.
Il devoto discepolo di Vostra Eccellenza,
IUSTINUS BONAVENTURA PRANAITIS
ANTIFONA
"Che si aprano le nostre scritture a tutti. Che tutti
vedano come sia il nostro codice morale! Non dobbiamo
aver paura di questa prova, infatti abbiamo un cuore puro
e uno spirito pulito. Che le nazioni esaminino le dimore
dei figli di Israele, e che da loro stessi si convincano
di come realmente siamo! Esse allora certamente esclameranno
con Baalam, quando partì per maledire Israele:
'Come son belli i tuoi padiglioni o Israele: come son
belle le tue tende!'
"Nel suo atteggiamento verso i non ebrei, la religione
ebraica è la più tollerante di tutte le
religioni del mondo... I precetti degli antichi rabbini,
sebbene ostili ai gentili, non possono in nessuna maniera
essere applicati ai cristiani."
"Tutta una serie di opinioni può essere citata
dagli scritti delle più alte autorità rabbiniche
per dimostrare che questi maestri inculcavano nel loro
popolo un grande amore e rispetto per i cristiani in maniera
che essi considerassero i cristiani, che credono nel vero
Dio, come fratelli, e pregassereo per loro."
"Noi dichiariamo che il Talmud non contiene niente
di ostile contro i cristiani."
PROLOGO
Molte persone interessate nella questione ebraica sono
solite chiedere se ci sia o no qualcosa nel Talmud che
non sia bello e sublime e completamente estraneo a qualsiasi
espressione che possa sembrare odio verso i cristiani.
La confusione di opinioni a questo riguardo è talmente
grande che, a sentire coloro che trattano l'argomento
con tanta apparente saggezza, si penserebbe che stessero
parlando di una razza antica e lontana dai nostri tempi,
e non del popolo di Israele che vive in mezzo a noi secondo
un codice morale immutabile che continua anche oggi a
regolare la loro vita religiosa e sociale.
Stando così le cose, ho intrapreso il compito di
dimostrare ciò che veramente insegna il Talmud
a proposito dei cristiani, per potere in tal modo soddisfare
i desideri di coloro che vogliono conoscere questa dottrina
da fonti originali.
A questo scopo, ho tradotto i più noti libri talmudici
che fanno riferimento ai cristiani e ho disposto queste
fonti in ordine tale da dare una chiara idea dell'immagine
del cristiano che il Talmud presenta agli ebrei.
Al fine di non essere accusato di avere usato un testo
alterato del Talmud o di non averlo interpretato correttamente,
come in genere accade a coloro che hanno tentato di rivelare
gli insegnamenti giudaici segreti, ho disposto il testo
ebraico a fianco di quello latino.
Ho diviso il testo in due sezioni: la prima tratta degli
insegnamenti del Talmud sui cristiani, la seconda, delle
regole che gli ebrei hanno l'obbligo di seguire quando
vivono fra i cristiani.
Faccio precedere queste due parti da una breve capitolo
di discussione sul Talmud stesso.
IL TALMUD
IL TALMUD deriva il suo nome dalla parola LAMUD - insegnato,
e significa L'Insegnamento. Per metonimia, si vuol significare
il libro che contiene l'Insegnamento, il quale insegnamento
si chiama Talmud, cioè il libro dottrinale che
da solo espone e spiega completamente tutta la conoscenza
e l'insegnamento del popolo ebreo.
Per quanto riguarda l'origine del Talmud, i rabbini ritengono
che il suo primo autore sia Mosè. Essi sostengono
che, oltre alla legge scritta - trasmessa da Dio a Mosè
sul Monte Sinai sulle tavole di sasso e denominata Torah
Scheibiktab - Mosè abbia anche ricevuto la sua
interpretazione, o legge orale, chiamata Torah Shebeal
Peh. Secondo loro, questo è il motivo per cui Mosè
rimase per tanto tempo sul monte. Infatti, essi sostengono,
un giorno solo sarebbe stato sufficiente per ricevere
da Dio la legge scritta.
Si dice che Mosè abbia trasmesso questa legge orale
a Giosuè; Giosuè a sua volta ai settanta
Anziani; questi Anziani ai Profeti, e i Profeti alla Grande
Sinagoga. Si sostiene che essa fu più tardi trasmessa
a certi rabbini, uno dopo l'altro, finchè non divenne
impossibile ritenerla oralmente.
Qualunque cosa possa dirsi sulla storia dei rabbini, è
cosa sufficientemente nota fra noi che, prima della nascita
di Cristo, in Palestina esistevano scuole nelle quali
si insegnavano i sacri testi. Per poterli ricordare, i
commentari dei Dottori della legge venivano scritti su
carte ed elenchi che, riuniti insieme, formarono gli inizi
del Talmud giudaico.
Nel secondo secolo dopo Cristo, il rabbino Jehuda - che,
a causa della sua santità di vita, era chiamato
Il Santo e Il Principe - si rese conto che la cultura
degli ebrei andava scemando, che la loro legge orale si
stava perdendo, e che il popolo ebreo si stava disperdendo,
e fu il primo a prendere in considerazione i possibili
modi di ridar vita e preservare la legge orale. Egli raccolse
tutti gli elenchi e le carte (che la contenevano) ricavandone
un libro che fu chiamato Sepher Mischnaioth, oppure Mischnah
- un Deuterosis o legge secondaria. Lo divise in sei parti,
ciascuna delle quali venne divisa in molti capitoli che
vedremo più avanti.
La Mischnah è il fondamento e la parte principale
di tutto il Talmud. Questo libro fu accettato da tutti
gli ebrei e fu riconosciuto come codice autentico della
loro legge. Veniva spiegato nelle loro Accademie di Babilonia
- a Sura, Pumbaditha e Nehardea - e nelle loro Accademie
di Palestina - a Tiberiade, Iamnia e Lydda.
Con l'andar del tempo le interpretazioni aumentarono e
le dispute e le decisioni dei dottori della legge riguardanti
la Mischnah furono scritte. e questi scritti costituirono
un'altra parte del Talmud chiamata Gemarah.
Nel Talmud queste due parti sono disposte in maniera tale
per cui la Mischnah serve per prima come una specie di
testo della legge e la Gemarah serve poi da analisi delle
varie opinioni per giungere alle decisioni definitive.
Non tutti i precetti della Mischnah, comunque, venivano
discussi nelle scuole ebree. Non si commentavano quelli
che non potevano essere applicati a causa della distruzione
del Tempio, e quelli che potevano essere osservati solo
nella Terra Santa. La loro spiegazione veniva rimandata
alla venuta di Elia e del Messia. Per questo motivo, nel
Gemarah, alcune parti del Mischnah mancano.
Per quanto riguarda l'interpretazione della Mischnah del
rabbino Jehuda, ciascuna delle scuole di Palestina e di
Bab ilonia seguì il suo metodo particolare, e in
questo modo si venne a creare una duplice Gemarah - la
versione di Gerusalemme e quella di Babilonia. L'autore
della versione di Gerusalemme fu il rabbino Jochanan,
che fu capo della sinagoga di Gerusalemme per ottant'anni.
Nell'anno 230 A.D., egli portò a termine trentanove
capitoli di commenari sulla Mischnah.
La Gemarah babilonese, comunque, non fu compilata da una
sola persona e nemmeno in una volta sola. Il rabbino Aschi
la cominciò nel 327 A.D. e vi lavorò per
sessant'anni. Continuò il rabbino Maremar nell'anno
427 A.D., e l'opera fu portata a termine dal rabbino Abina
nell'anno 500 A.D. circa. La Gemarah babilonese è
composta da trentacinque capitoli di interpretazioni.
Questa duplice Gemarah, assieme con la Mischnah, dà
vita ad un duplice Talmud: la versione di Gerusalemme
che a causa della sua brevità e difficoltà
di comprensione non è molto usata; e la versione
babilonese che è sempre stata tenuta in altissima
considerazione dagli ebrei di tutti i tempi.
La Gemarah è seguita da aggiunte chiamate Tosephoth.
Fu così che il rabbino Chaia inizialmente chiamò
le sue opinioni sulla Mischnaioth. Egli e il rabbino Uschaia
furono i primi a spiegare questo libro pubblicamente nelle
scuole. I commentari sulla furono redatti dai dottori
fuori dell'ambito delle scuole, erano chiamati Baraietoth,
o opinioni estranee.
A questi Commentari si aggiunsero poi altre decisioni
chiamate Piske Tosephoth, brevi tesi e semplici principi.
Per quasi cinquecento anni dopo il completamento del Talmud
babilonese, lo studio della letteratura fu gravemente
ostacolato, in parte a causa di calamità pubbliche
e in parte a causa di dissensi fra gli studiosi. Ma nell'undicesimo
secolo, altri scrissero ulteriori aggiunte al Talmud.
Fra queste, le principali sono quelle del Tosephoth del
rabbino Ascher.
Oltre a queste, comparvero il Perusch del rabbino Moische
ben Maimon, per brevità chiamato Rambam dagli ebrei,
dai cristiani Maimonide, e dal rabbino Schelomo, Iarchi
o Raschi.
Così che la Mischnah, la Gemarah, il Tosephoth,
le note marginali di rabbino Ascher, il Piske Tosephoth
e il Perusch Hamischnaioth di Maimonide, tutti insieme,
costituiscono un ampio lavoro chiamato Il Talmud.
******
Le principali parti del Talmud, che abbiamo menzionato
sopra, sono sei:
I.
ZERAIM: riguardante i semi. Tratta di semi, frutti,
erbe, alberi; dell'uso pubblico e domestico di questi
frutti, di semi diversi, ecc.
II.
MOED: riguardante le feste. Tratta del tempo
in cui il sabato e altre feste devono avere inizio, fine
ed essere celebrate.
III.
NASCHIM: riguardante le donne. Tratta del matrimono
e del ripudio delle mogli, dei doveri, dei rapporti, delle
malattie, ecc.
IV.
NEZIKIN: riguardante i danni. Tratta dei danni
sofferti da uomini ed animali, delle penalità e
dei risarcimenti.
V.
KODASCHIM: riguardo la santità. Tratta
dei sacrifici e di vari riti sacri.
VI.
TOHOROTH: riguardante le purificazioni. tratta
della contaminazione e della purificazione delle stoviglie,
biancheria e altre cose.
Ciascuna
di queste sei parti, che gli ebrei chiamano Schishah Sedarim
- sei ordini o ordinanze - è divisa in libri o
fascicoli, chiamati Massiktoth, e i libri in capitoli,
o Perakim.
*****
I. ZERAIM. Contiene undici libri o Masechtoth.
1.
BERAKHOTH -Benedizioni e preghiere. Tratta delle
regole liturgiche.
2. PEAH - Angolo di un campo. Tratta
degli angoli del campo e della spigolatura... le olive
e l'uva da lasciare ai poveri.
3. DEMAI - Cose dubbie. Se si debbano
o no pagare le decime su tali cose.
4. KILAIM - Miscele. Tratta delle varie
miscele di semi.
5. SCHEBIITH - il Settimo. Tratta dell'anno
sabbatico.
6. TERUMOTH - Offerte e Oblazioni. Le
offerte "Heave" per i preti.
7. MAASEROTH - le Decime, da versare
ai Leviti
8. MAASER SCHENI - la Seconda Decima
9. CHALLAH - la Pasta, la parte di essa
da darsi ai Preti.
10.ORLAH - L'Incirconciso. Tratta dei
frutti di un albero durante i sui primi tre anni di vita.
11.BIKKURIM - I Primi Frutti da portare
al Tempio.
II.
MOED. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
1.
SCHABBATH - Il sabato. tratta dei tipi di lavoro
proibiti in questo giorno.
2. ERUBHIN - Combinazioni. Contiene i
precetti sul cibo per il sabato, ecc.
3. PESACHIM - Pasqua. Tratta delle leggi
relative alla Festa della Pasqua ebraica e dell'agnello
pasquale.
4. SCHEKALIM - Siclo. Tratta delle dimensioni
e peso del siclo.
5. IOMA - il Giorno della Riconciliazione.
Tratta delle prescrizioni per quel giorno.
6. SUKKAH - il Tabernacolo. Tratta delle
leggi riguardanti la festa dei Tabernacoli.
7. BETSAH - l'Uovo del Giorno di Festa. Tratta del tipo
di lavoro proibito e permesso nei giorni di festa.
8. ROSCH HASCHANAH - Anno Nuovo. Tratta
della Festa dell'Anno Nuovo.
9. TAANITH - Digiuni. Tratta dei digiuni
pubblici.
10.MEGILLAH - il Rotolo. Tratta della
lettura del Libro di Ester. Contiene la descrizione della
Festa di Purim.
11.MOED KATON - Festa Minore. Tratta
delle leggi relative ai giorni che dividono il primo dall'ultimo
giorno di Pesach e Succoth.
12.CHAGIGAH - Paragone dei riti delle
tre feste di Pesach, Sukkoth e dei Tabernacoli.
III.
NASCHIM. Contiene sette Libri o Masechtoth.
1.
JEBBAMOTH - Cognate. Tratta del matrimonio del
Levirato.
2. KETHUBOTH - Contratti di Matrimonio.
Tratta della dote e degli accordi matrimoniali.
3. KIDDUSCHIN - Fidanzamenti.
4. GITTIN - libretto sui Divorzi.
5. NEDARIM - Voti. Tratta dei voti e
del loro annullamento.
6. NAZIR - il Nazireo. Tratta delle leggi
riguardanti i Nazirei e coloro che si separano dal mondo
e si consacrano a Dio.
7. SOTAH - la Donna sospettata di adulterio.
IV.
NEZIKIN. Contiene dieci Libri o Masechtoth.
1.
BABA KAMA - Prima porta. Tratta dei Danni e Torti
e del loro risarcimento.
2. BABA METSIA - Porta di mezzo. Tratta
delle leggi riguardanti gli oggetti trovati, concernenti
la fiducia, riguardanti l'acquisto e la vendita, il prestito,
il noleggio e l'affitto.
3. BABA BATHRA - L'Ultima porta. Tratta
delle leggi riguardanti la proprietà immobiliare
e il commercio, per lo più sulle basi della legge
tradizionale. Concerne anche la successione ereditaria.
4. SANHEDRIN - Tribunali. Tratta dei
tribunali e dei loro atti, e della pena per i delitti
capitali.
5. MAKKOTH - Frustate. Le 40 frustate
(meno una) inflitte ai criminali.
6. SCHEBUOTH - Giuramenti. Tratta dei
diversi tipi di giuramento.
7. EDAIOTH - Testimonianze. Contiene
una serie di leggi tradizionali e decisioni raccolte dalle
testimonianze di distinti maestri.
8. HORAIOTH - Decisioni. Tratta delle
sentenze dei giudici e delle pene dei trasgressori.
9. ABHODAH ZARAH - Idolatria.
10.ABHOTH - Padri. Tratta delle leggi
dei padri. Si chiama anche PIRKE ABHOTH.
V.
KODASCHIM. Contiene undici Libri o Masechtoth.
1.
ZEBBACHIM - Sacrifici. Tratta dei sacrifici di
animali e delle modalità di offrirli.
2. CHULIN - Cose Profane. Tratta della
maniera tradizionale di uccidere gli animali per usi comuni.
3. MENACHOTH - Offerte di carne. Tratta
delle offerte di carne e bevande.
4. BEKHOROTH - il Primogenito. Tratta
delle leggi riguardanti i primogeniti di uomini ed animali.
5. ERAKHIN - Valutazioni. Tratta del
modo nel quale le persone consacrate al Signore con un
voto vengono legalmente valutate per il loro riscatto.
6. TEMURAH - Scambio. Tratta delle leggi
riguardanti lo scambio di cose consacrate.
7. MEILAH - Violazione, Sacrilegio. Tratta
dei peccati riguardanti la violazione o la profanzione
di cose sacre.
8. KERITHUTH - Scomunica. Tratta dei
peccati soggeti alla pena di scomunica, e della loro espiazione
per mezzo di sacrifici.
9. TAMID - Il Sacrificio Giornaliero.
Descrive le funzioni del Tempio per le offerte giornaliere
del mattino e della sera.
10.MIDDOTH - Misure. Descrive le misure e la descrizione
(sic) del Tempio.
11.KINNIM - I Nidi degli Uccelli. Tratta
dei sacrifici di volatili, delle offerte dei poveri, ecc.
VI.
THOHOROTH. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
1. KELIM - Stoviglie. Tratta delle condizioni
nelle quali gli utensili domestici, gli indumenti, ecc.
ricevono la purificazione rituale.
2. OHOLOTH - Tende. Tratta delle tende
e delle case, e della loro contaminazione e purificazione.
3. NEGAIM - Malattie epidemiche. Tratta
delle leggi relative alla Lebbra.
4. PARAH - la Giovenca. Tratta delle leggi concernenti
la giovenca rossa e dell'uso delle sue ceneri per la purificazione
di quanto è contaminato.
5. TOHOROTH - Purificazioni. Tratta dei
gradi minori di contaminazione che durano solo fino al
tramonto.
6. MIKVAHTH - Pozzi. Tratta delle condizioni
nelle quali i pozzi e i serbatoi possono essere usati
per le purificazioni rituali.
7. NIDDAH - Mestruazioni. Tratta della
contaminazione giuridica derivante da certe condizioni
delle donne.
8. MAKSCHIRIN - Preparazioni. Tratta
dei liquidi che preparano e dispongono i semi e i frutti
a ricevere la contaminazione rituale.
9. ZABHIM - Riguardante la polluzione
notturna e della gonorrea. Tratta della contaminazione
derivante da tali secrezioni.
10.TEBHUL IOM - Lavaggi giornalieri.
11.IADIM - Mani. Tratta della contaminazione
rituale delle mani secondo la legge tradizionale, e della
loro purificazione.
12.OKETSIN - Piccioli della Frutta. Tratta
dei piccioli e dei gusci della frutta in quanto portatori
di contaminazione rituale.
Il
Talmud completo si compone di 63 libri divisi in 524 capitoli.
Oltre a questi ci sono altri quattro brevi fascicoli che
non sono stati inclusi nel Talmud regolare. Essi sono
stati aggiunti da scrittori ed autori successivi.
Questi quattro fascicoli sono:
MASSEKHETH SOPHERIM - il Trattatello
degli Scribi. Tratta del modo di scrivere i libri della
legge. Contiene 21 capitoli.
EBHEL RABBETI - Un grosso trattato sul
Lutto. Contiene 14 capitoli.
KALLAH - la Sposa. Sull'acquisizione
della sposa, sui suoi ornamenti e altre cose che la riguardano.
Ha un solo capitolo.
MASSEKHETH DEREKH ERETS - la Condotta
di Vita.
Diviso
in RABBAH - parti principali, e ZUTA - parti secondarie.
Contiene 16 capitoli. Alla fine è aggiunto un capitolo
speciale - PEREK SCHALOM - sulla Pace.
*****
Essendo il Talmud un lavoro tanto disordinato e voluminoso,
si presentò la necessità di un compendio
che ne facilitasse lo studio. A questo scopo, nel 1032,
il rabbino Isaac ben Jacob Alphassi pubblicò un
Talmud Abbreviato, che egli chiamò Halakhoth -
Costituzioni. Tutte le discussioni protratte vi furono
omesse e invece quelle parti che concernevano le cose
pratiche della vita vi furono conservate. Dato però
che questo lavoro non aveva un ordine, non fu considerato
di gran valore.
Il primo a produrre un lavoro ben ordinato sulla Legge
Ebraica fu Maimonide, chiamato l'"Aquila della Sinagoga."
Nel 1180, egli produsse il suo celebre Mischnah Torah
- Ripetizione della Legge, chamato anche Iad Chazakah
- la Mano Forte. Esso contiene quattro parti o volumi
e 14 libri che comprendono tutto il Talmud. In questo
lavoro, Maimonide incluse anche molte discussioni filosofiche
e tentò di stabilire molte leggi sue proprie. A
causa di questo fatto, egli fu scomunicato dalla sua gente
e condannato a morte. Fuggì in Egitto dove morì
nel 1205.
Nonostante ciò, il valore del suo lavoro crebbe
col tempo, e per un certo periodo, una versione espurgata
fu tenuta in altissima considerazione dagli ebrei. Un
difetto di questo lavoro è che continene molte
leggi che hanno perso qualsiasi valore dopo la distruzione
del Tempio.
Nel 1340, in stretto accordo con le idee dei rabbini,
Jacob ben Ascher pubblicò un'edizione del lavoro
di Maimonide, espurgata da tutte le sue innovazioni filosofiche
e delle vecchie, inutili leggi. Essa fu chiamata Arbaa
Turim - I Quattro Ordini, che sono:
I. ORACH CHAIIM: I semi della Vita, e
tratta della vita quotidiana in casa e alla Sinagoga.
II. IORE DEA: che impartisce insegnamenti
sui cibi, le purificazioni ed altre leggi religiose.
III. CHOSCHEN HAMMISCHPAT - giudizi privati
sulle leggi civili e penali.
IV. EBHEN HAEZER: La Roccia dell'Aiuto,
che tratta delle leggi del matrimonio.
Dato che Alphasi, Maimonide e Jacob ben Ascher non concordavano
su molti punti - il che fece sorgere diverse interpretazioni
della stessa legge - c'era un grande bisogno di un libro
che contenesse brevi e concise soluzioni alle controversie
e che potesse rappresentare per il popolo ebreo un libro
di legge degno di questo nome.
Joseph Karo, un rabbino di Palestina (nato nel 1488 e
morto nel 1577), soddisfò tale necessità
con il suo celebre commentario all'Arbaa Turim, che egli
chiamò Schulchan Arukh - la Tavola Preparata. Dato
che, comunque, le useanze degli ebrei orientali differivano
molto da quelle degli ebrei occidentali, anche lo Schulchan
Arukh, di Joseph Karo non fu sufficiente per tutti gli
ebrei che si trovavano nelle diverse parti del mondo.
Fu per questo motivo che il rabbino Mosche Isserles scrisse
un commentario sullo Schulchan Arukh, intitolato Darkhe
Mosche, La Via di Mosè, che ricevette la stessa
accoglienza in Occidente che aveva avuto il lavoro di
Joseph Karo in Oriente.
Al momento, lo Schulchan Arukh è considerato il
Codice Legale obbligatorio degli ebrei, ed essi ne fanno
principale uso nei loro studi. Molti conmmentari sono
stati scritti su ciascuna parte di questo libro.
Un importante punto da notare è che questo lavoro
è sempre stato considerato santo dagli ebrei. Essi
l'hanno sempre considerato, e ancora lo considerano, più
importante delle Sacre Scritture. Il Talmud stesso dimostra
chiaramente questo fatto:
Nel trattatello Babha Metsia, fol 33a, leggiamo:
"Coloro che si dedicano alla lettura della Bibbia
esercitano una certa virtù, ma non moltissima;
coloro che studiano la Mischnah esercitano una virtù
per cui riceveranno un premio; coloro, comunque, che si
impegnano nello studio dalla Gemarah esercitano la più
alta virtù."
Similmente, nel trattatello Sopherim XV,7, fol.13b:
"La Sacra Scrittura è come l'acqua, la
Mischnah il vino, e la Gemarah vino aromatico."
La seguente è un'opinione nota e se ne trovano
alte lodi negli scritti dei rabbini:
"Figlio mio, ascolta le parole degli scribi piuttosto
che le parole della legge."
Il motivo di ciò si trova nel trattatello Sanhedrin
X,3, f.88b:
"Colui che trasgredisce le parole degli scribi
pecca più gravemente che chi trasgredisce le parole
della legge."
Anche in presenza di divergenze di opinioni fra la Legge
e i dottori, entrambi devono essere presi come parole
del Dio Signore.
Nel trattatello Erubhin f.13b, dove si riferisce di una
divergenza di opinioni fra le due scuole di Hillel e Schamai,
si concude che:
"Le parole di entrambi sono parole del Dio vivente."
Nel libro Mizbeach, cap. V, troviamo la seguente opinione:
"Non c'è niente che sia superiore al Santo
Talmud."
I sostenitori contemporanei del Talmud ne parlano quasi
nella stessa maniera.
Ciò che i cristiani pensavano del Talmud è
ampiamente dimostrato dai molti editti e decreti emessi
a questo proposito, con i quali i supremi governanti della
Chiesa e dello Stato lo hanno proscritto molte volte e
hanno condannato alle fiamme questo sacro Codice Legale
Secondario degli ebrei.
Nel 553, l'Imperatore Giustiniano proibì la diffusione
dei libri del Talmud su tutto il territorio dell'Impero
Romano. Nel XIII secolo "i Papi Gregorio IX e Innocente
IV condannarono i libri del Talmud in quanto contenenti
ogni tipo di abiezioni e bestemmie contro la verità
cristiana, e ordinarono che fossero bruciati perchè
diffondevano molte orribili eresie."
Più tardi, essi furono condannati da molti altri
Pontefici Romani - Giulio III, Paolo IV, Pio IV, Pio V,
Gregorio XIII, Clemente VIII, Alessandro VII, Benedetto
XIV e altri che pubblicarono nuove edizioni dell'Indice
dei Libri Proibiti secondo gli ordini dei Padri del Concilio
di Trento, e anche nei nostri stessi giorni.
((Per quanto riguarda l'atteggiamento della Chiesa Cattolica
verso gli ebrei, si veda l'Appendice alla fine di questo
libro: "Come i Papi Hanno Trattato gli Ebrei."))
All'inizio del XVI secolo, quando la pace della Chiesa
era disturbata da nuove religioni, gli ebrei cominciarono
a distribuire il Talmud apertamente, assistiti dall'arte
della stampa allora appena inventata. La prima edizione
stampata di tutto il Talmud, contenente tutte le sue bestemmie
contro la religione cristiana, fu pubblicata a Venezia
nell'anno 1520. E quasi tutti i libri ebrei pubblicati
in quel secolo che era loro favorevole sono completi e
genuini.
Verso la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, quando
molti uomini famosi si impegnarono in un diligente studio
del Talmud, gli ebrei, temendo per se stessi, cominciarono
ad omettere parti del Talmud che erano apertamente ostili
ai cristiani. Fu in tal modo che il Talmud pubblicato
a Basilea nel 1578 fu mutilato in molti punti.
Ad un sinodo in Polonia, nell'anno 1631, i rabbini della
Germania ed altri paesi dichiararono che non si doveva
stampare niente che potesse infastidire i cristiani e
causare la persecuzione di Israele. Per questo motivo,
nei libri ebraici pubblicati dal secolo seguente in poi,
ci sono indizi di molte cose mancanti cui i rabbini suppliscono
con spiegazioni ritenute a memoria, in quanto essi possiedono
i libri integrali che i cristiani vedono raramente.
Comunque, i libri ebraici furono pubblicati più
tardi con pochissime mutilazioni in Olanda - dove gli
ebrei espulsi dalla Spagna venivano cordialmente ricevuti.
Il Talmud pubblicato in questo paese nel 1644-1648 è
quasi uguale all'edizione veneziana.
L'ultimo strattagemma inventato per ingannare i censori
è stato di inserire la parola haiah (era) nel testo
genuino, come per indicare che la questione di cui si
tratta si riferisce ad un tempo passato. Ma così
facendo essi "puliscono solo l'esterno della tazza".
Infatti, in molti punti lasciano trapelare ciò
che intendono, per es. con le parole gam attah, "perfino
ora," vale a dire "questa legge deve essere
obbedita"; e aphilu bazzeman hazzeh, "fino ad
oggi," vale a dire "questa legge è ancora
valida," e simili.
*****
Dobbiamo aggiungere alcune considerazioni sull'altro notissimo
libro degli ebrei, che si chiama ZOHAR.
Secondo alcuni rabbini, Mosè, dopo essere stato
istruito sull'interpretazione della legge sul Monte Sinai,
non trasmise quest'informazione a Giosuè nè
questi agli anziani, ma ad Aronne, Aronne ad Eleazzaro,
e così via fino a che l'insegnamento orale non
fu messo in forma di libro con il nome di ZOHAR, dal nome
ZEHAR, che significa emanare splendore. Esso è
infatti un'illustrazione dei libri di Mosè, un
commentario del Pentateuco.
Si dice che l'autore sia stato R. Schimeon ben Jochai,
un discepolo di R. Akibha che, cinquant'anni dopo la distruzione
del Tempio, morì da martire nell'anno 120 A.D.
circa nella guerra che Adriano condusse contro gli
ebrei. Dato che, comunque, in questo libro appaiono nomi
di uomini vissuti diversi secoli dopo l'anno indicato,
e dato che nè Rambam (R. Mosche ben Nachman, nè
R. Ascher, che morì nell'anno 1248 A.D. circa,
ne hanno fatto menzione, è più probabile
che siano più vicini alla verità coloro
che dicono che il libro di Zohar vide la luce per la prima
volta intorno al XIII secolo. Ciò è considerato
probabile specialmetne a causa del fatto che circa in
questo periodo fu prodotto un libro simile per stile e
argomento al modo di scrivere caldeo.
Si compone di tre volumi formato in ottavo grande.
*****
Ci sono molti altri lavori pubblicati da maestri ebrei,
che vengono usati nello studio della legge giudaica, e
che sono tenuti in alta considerazione dato che spiegano
molti passaggi oscuri del Talmud. In questo libro ne sono
citati alcuni, e precisamente i seguenti:
BIAR
- Dicharazione, delucidazione, Commentario su
un altro Commentario. Queste dichiarazioni differiscono
fra di loro.
HALAKHOTH - di solito scritto HILKHOTH
- Decisioni o Dissertazioni. Libri separati delle Sacre
Scritture e del Talmud di diversi rabbini: Maimonide,
Beshai, Edels, Mosè di Kotzen, Kimchi e altri.
Nella maggior parte dei casi, danno delle citazioni di
Maimonide dallo HILKHOTH AKUM. Queste contengono dissertazioni
sulle stelle e pianeti e sulle condizioni delle nazioni.
Ce n'è un altro - HILKHOTH MAAKHALOTH ASAVOROTH
- dissertazioni sugli alimenti proibiti.
IUCHASIN o SEPHER IUCHASIN - dissertazioni
sulla discendenza. Tratta della storia sacra e giudaica
dall'inizio del mondo fino al 1500. Fu stampato a Cracovia
nel 1580.
JALKUT - una raccolta di commenti tratti
da vari libri antichi. Si suppone abbia un significato
non letterale ma allegorico. Autore: il rabbino Shimeon
di Francoforte.
KED HAKKEMACH - Barile di farina. Contiene
un elenco alfabetico dei luoghi delle comunità
teologiche. Autore: il rabbino Bechai di Lublino.
MAGEN ABRAHAM - Scudo di Abramo. Autore:
Perizola.
MIZBEACH HAZZAHABH - l'Altare d'Oro.
Libro cabalistico. Autore: R. Schelomon ben Rabbi Mordechai.
Stampato a Basilea nel 1602.
MACHZOR - un Ciclo. Libro di Preghiere
usato nelle feste grandi.
MENORATH HAMMAOR - Candela di luce. Libro
talmudico. Contiene l'Aggadoth e il Medraschim, cioè,
i commentari storici e allegorici su tutto il Talmud.
Autore: rabbino Isaac Abhuhabh. Stampato nel 1544.
MAIENE HAIESCHUAH - Fontane del Salvatore.
Uno squisito commentario su Daniele del rabbino Isaac
Abarbanel. Vi si trovano numerose dispute contro i cristiani.
Stampato nel 1551.
MIKRA GEDOLAH - la Grande Convocazione.
Una bibbia ebraica con note di R. Salomon Iarchi e R.
Ezra.
MASCHMIA IESCHUAH - Il Predicatore della
Salvezza. Spiegazioni su tutti i Profeti. Riguarda la
redenzione futura. Autore: R. Abarbanel.
NIZZACHON - Vittoria. Attacchi contro
i crisitani e i quattro Vangeli. Autore: rabbino Lipman.
Stampato nel 1559.
SEPHER IKKARIM - Libro sui fondamentali
o articoli di fede. Contiene un durissimo attacco contro
la fede cristiana.
EN ISRAEL - L'Occhio d'Israele. Un libro
celebre. Ha una seconda parte - BETH JAKOBH - la Casa
di Giacobbe. Contiene dei deliziosi racconti talmudici.
Stampato a Venezia nel 1547.
SCHAARE ORAH - le Porte di Luce. Un celeberrimo libro
cabalistico. Autore: Ben Joseph Gekatilia.
SCHEPHAA TAL - Abbondanza di Rugiada.
Libro cabalistico. Una chiave per il libro di Zohar ed
altri libri del genere. Autore: rabbino Schephtel Horwitz
di Praga.
TOLDOTH IESCHU - le Generazioni di Gesù.
Un opuscolo pieno di bestemmie e maledizioni. Contiene
la storia di Cristo. Pieno di espressioni false e tendenziose.
Per la stesura del presente libretto, ho usato le seguenti
fonti:
Il TALMUD. Edizione di Amsterdam, 1644-48, in
14 volumi.
SCHULCHAN ARUKH, del rabbino Joseph Karo. Edizione
di Venezia, 1594. Senza note.
IORE DEA. Diverse citazioni. Edizione di Cracovia.
ZOHAR. Edizione di Amsterdam, 1805. 3 volumi.
MIKRA GEDOLAH. Edizione di Amsterdam, 1792, 12
volumi, edizione di Basilea, 1620, 2 volumi, edizione
di Venezia.
HILKHOTH AKUM di R. Maimonide, edizione di Vossius,
1675.
Come lavori ausiliari ho usato:
JOANNES BUXDORFIUS. a. Lexicon Chaldaicum, Talmudicum
et Rabbinicum, Basilea 1640. b. De Abreviaturis Hebraicis;
Operis Talmudis Recensio; Bibliotheca Rabbinica, Basilea
1712. c. Synagoga Judaica, Basilea, 1712.
GEORGII ELIEZ. EDZARDI. Tractatus talmudici "AVODA
SARA." Amburgo, 1705.
JACOBI ECKER: "Der Judenspiegel im Lichte
der Wahrheit," (Lo Specchio Giudaico alla Luce della
Verità). Paderborn, 1884.
AUGUST ROHLING: Die Polemik und das Manschenopfer
des Rabbinismus. (Le Polemiche e il Sacrificio Umano del
Rabbinismo). Paderborn, 1883.
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Ho usato solamente lavori che gli stessi ebrei tengono
in altissima considerazione e ai quali essi fanno riferimento
nelle loro dispute con i cristiani citando imparzialmente
le opinioni di questi eruditi uomini. La loro grande diligenza
nel citare dai testi di libri che ho potuto esaminare,
è stata per me una prova che io ho usato la stessa
diligenza perfino citando da fonti meno note alle quali
essi possono accedere con molta più facilità.