"Sorga il Signore e siano dispersi i suoi nemici"

 


 

 

 

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Naruto

di Daniele Curci

 

Naruto è un celebre manga e anime giapponese ideato da Masashi Kishimoto , suo fratello Seishi Kishimoto è l' autore del noto fumetto 666Satan , nonchè coordinatore dello staff che si occupa della realizzazione dell'anime di Naruto. Il fumetto 666Satan (dal nome più che eloquente) narra le vicende dell'incarnazione del capo dei demoni in un ragazzo, Jio, fin dall'infanzia. La serie, si configura come un vero e proprio manuale di iniziazione esoterico/demonologico, vengono infatti affrontati senza velature di sorta temi cari alla Cabala ebraica e alla demonologia.

 

Tornando a Naruto, la serie pubblicata per la prima volta in Giappone nel 1999 è oggi tra i manga e gli anime più seguiti in Occidente.

Per la straordinaria popolarità del manga e del corrispettivo cartone animato pubblicizzato attraverso un'accurata opera di merchandising, non c'è bambino o adolescente italiano che non conosca le avventure del protagonista della serie .

 

La trama in breve

Protagonista del manga e del corrispettivo cartone è Naruto, un ragazzo di 12 anni che vive nel villaggio di Konhoa, sede dei ninja del Paese del Fuoco. Naruto che insegue il sogno di diventare il ninja più forte del villaggio, custodisce in sé un segreto di cui egli stesso è all'oscuro.

Quando era ancora un neonato, il ninja Quarto Hokage , per salvare il villaggio sigillò dentro il corpo di Naruto il demone del Kyubi, Volpe a nove code . Da quel momento, il giovane fu visto con diffidenza da tutti gli abitanti del villaggio, e nessuno, per legge, poté più parlare del segreto di Naruto.

Il ragazzo crebbe così isolato senza sapere il perché della sua solitudine. Iniziò a comportarsi come un teppista per attirare su di sé l'attenzione e, fingendosi sempre allegro, a nascondere l'enorme sofferenza sia per la perdita prematura dei genitori, sia per l'odio che gli abitanti del villaggio parevano provare per lui. Tutto questo fino a quando il maestro ninja di Naruto, Iruka Umino , non cerca di salvargli la vita da un traditore, Mizuki, che aveva ingannato il ragazzo affinché rubasse un rotolo con delle tecniche proibite, alla fine Naruto con la tecnica del kage bushin no justu (Tecnica Superiore Della Moltiplicazione Del Corpo ) riesce a mettere fuori combattimento Mizuki. Dopo aver imparato la tecnica sovracitata, Naruto viene promosso genin (ninja novizio) dallo stesso Iruka, e diventa ufficialmente un ninja, entrando a far parte del Gruppo 7, capitanato da Kakashi Hatake , con Sakura Haruno e Sasuke Uchiha .

Assieme ai suoi compagni, Naruto dovrà vedersela con svariati nemici…

 

I contenuti della serie

Analizziamo ora i numerosi contenuti esoterici della serie avvalendoci tra l'altro dell'ausilio di alcune spiegazioni tratte dai più importanti siti italiani riguardanti Naruto.

 

Ogni ninja per poter eseguire una particolare tecnica necessita di chakra , ovvero, si legge in un sito dedicato alla serie, di una sorta di energia vitale suddivisa in energia corporea , formata da tutte le cellule del corpo e di energia psichica , sviluppata attraverso allenamenti ed esperienze varie. Un termine frutto di fantasia?

Tuttaltro, il termine chakra di derivazione sanscrita, significa ruota , cerchio e sta ad indicare i presunti centri simbolici del corpo umano, a volte associati a gangli ( granthi ) o organi fisici, tra i quali si muoverebbe un' energia variamente definita ( prana , o in casi particolari kundalini o avadhuti ). La conoscenza di tali punti energetici è trasmessa da molti sistemi di yoga , nelle diverse tradizioni induiste , buddhiste e jainiste con mappature diverse. Molte moderne terapie naturali e filosofie orientali si basano sull'analisi di questi presunti Chakra.

Familiarizzando con questo termine ed approfondendone la ricerca nei tanti siti dedicati alla serie, il fan riceve una vera e propria iniziazione al principio base di molte pratiche orientali divenute oggi molto popolari quali ad esempio lo yoga e il reiki. (Per ulteriori informazioni sui rischi legati allo Yoga e al Reiki clicca qui)

 

Altro scottante capitolo è quello relativo ai Demoni. Nella serie la formidabile abilità di un ninja è spesso collegata alla possessione parziale o totale da parte di un demone: è il caso di Naruto , posseduto fin da piccolo dal demone a nove code Kyubi o di Gaara che posseduto da Shukaku (il Demone Tasso) riceve il controllo delle sabbie.
La possessione, così come appare nella serie, ha i suoi aspetti negativi, i demoni come è noto (perfino ai giapponesi!) hanno un caratteraccio e naturalmente determinano dei disturbi: il medium che ospita il Shukaku, ad esempio, non deve mai dormire per troppo tempo altrimenti il demone ne mangia la personalità assumendo il totale controllo dello stesso.
L'ospite , così è chiamato il personaggio posseduto dal demone, tende ad assumere qualche sorta di caratteristica del demone che porta: Naruto ha i baffi, Gaara le occhiaie, Yugito degli occhi simili a quelli di un gatto.
Ricapitolando quindi la possessione nella serie di Naruto determinerebbe degli effetti positivi (sic) come l'incremento delle abilità e solo alcuni effetti negativi, tra le altre cose superabili con un'adeguata dose di attenzione.
Ancora una volta il bene e il male appaiono mescolati in un mix sincretistico che impedisce all'ignaro spettatore di comprendere la reale pericolosità del fenomeno.

Elementi decisamente negativi sono inoltre riscontrabili nella cosiddetta tecnica del richiamo .
Ogni ninja possiede determinate tecniche, acquisite dal maestro, create da se stesso oppure ereditate dal proprio clan o dalla propria famiglia, di queste fanno parte ad esempio l'arte illusoria, l'arte magica, la tecnica del richiamo etc…
Quest'ultima per funzionare richiede che chi la utilizza stipuli un contratto con un tipo di animale (o meglio con una creatura da evocare), firmando una pergamena con il sangue . Chi non ha stipulato il contratto non può evocare alcun tipo di creatura. Per effettuare l'invocazione si fa una traccia di sangue sul palmo della mano, e, dopo aver assunto con le mani una delle dodici posizioni (corrispondenti ai segni zodiacali del sistema giapponese): Topo (Nezumi), Bue (O-Ushi), Tigre (Tora), Lepre (Usagi), Drago (Ryu), Serpente (Hebi), Cavallo (Uma), Pecora ( O-Hitsuji), Scimmia (Sure), Gallo (Tori), Cane (Inu), Cinghiale (Ousu-buta), si poggia la mano a terra. A seconda del chakra utilizzato, appare un' animale più o meno grande.

Ciò che mi preme evidenziare è la pericolosità del messaggio lanciato: il personaggio che esegue la tecnica del richiamo stipula a tutti gli effetti un vero e proprio patto di sangue ( e così è chiamato nei numerosi siti che trattano dell'argomento), un richiamo (è proprio il caso di dirlo) neanche troppo velato ad una delle più frequenti pratiche sataniche attraverso cui si determina l'unione dei membri di una setta con una o più entità demoniache.
Tra le creature evocate non vi sono solo rospi, lumache, ragni, cani, donnole e scimmie, ma anche i Doki ( tre grossi demoni) ed il Manda ovvero un potente serpente che Orochimaru (un personaggio della serie) può evocare. Per aiutarlo in battaglia, Manda chiede un centinaio di sacrifici umani come ricompensa.

Ho visto con i miei occhi bambini di 6/9 anni emulare la tecnica del richiamo durante le lotte con i fratelli ed evocare assumendo le medesime posture dei protagonisti di Naruto, l'assistenza di alcune creature. Certamente non si materializzerà un rospo gigante o un leggendario serpente…ma una volta che la parola evocazione avrà assunto i toni positivi proposti dalla serie, in futuro non sarà più facile familiarizzare con certe pratiche spiritiche? Senza contare poi che molte creature della serie naruto hanno dei nomi che corrispondono effettivamente a entità spirituali/demoniache del pantheon giapponese. Invocare l'intervento di uno spirito, non è a tutti gli effetti spiritismo, anche se nella maggior parte dei casi inconsapevole?

Quante persone si rivolgono ad esorcisti in età adulta per aver contratto legami con demoni per gioco, quando da bambini hanno invocato la presenza di entità diaboliche, attraverso sedute spiritiche, giochi del piattino o del cartellone!!! La magia non è uno scherzo!

Tra i personaggi negativi della serie vi è Orochimaru che abbiamo accennato in riferimento all'evocazione della creatura Manda. Questo ninja leggendario ha un aspetto simile a quello di un serpente: gli occhi, la carnagione pallida e una lingua da serpente estendibile. Possiede l'abilità unica di mutare, riparando ogni danno al proprio corpo, oltre che l'abilità nel persuadere le persone ad aiutarlo nella sua causa. Lui marchia con un morso alcuni dei suoi più potenti seguaci con il Segno maledetto (nota bene una maledizione) che danneggia il corpo e rende il portatore suo schiavo in cambio del potere. Non vi ricorda nessuno?
Ma non finisce qui, infatti, il Segno assorbe forzatamente il chakra del portatore, pertanto questo rischia la morte e qualora riuscisse financo a sopravvivere il suo corpo non sarebbe in grado di controllare facilmente il potere che il Segno gli conferisce. Per rimediare a ciò, Orochimaru ha sviluppato una droga Seishingan . La droga Seishingan forza il corpo dell'utilizzatore ad abituarsi all'incremento della potenza, ma uccide anche chi la prende. Per evitare ciò, viene utilizzata una tecnica che impedisce alla droga di uccidere colui che l'ha ingerita, portando quest'ultimo ad uno stato di morte temporaneo.

Altro capitolo è quello della violenza . Troppa la violenza contenuta nel cartone animato nonostante Mediaset (l'emittente che trasmette la serie) si sia prodigata nel taglio di numerose scene di sangue fin dal primo episodio; una decisione saggia che scatenò le ire dei fan desiderosi di vedere in tv la trasposizione nuda e cruda del cruento manga!
Ad ogni modo rimangono troppe le scene violente, non bastano le immagini oscurate dei combattimenti più duri, nè il colore sbiadito del sangue, non basta sostituire la parola “idiota” con “testa quadra” o la parola“uccidere” con “togliere di mezzo” e tanto meno cambiare il nome alla “tecnica dell'erotismo” con una più pudica “tecnica della seduzione” se poi il risultato finale è sempre quello di inculcare la violenza e la malizia nei cuori dei più piccoli!

La violenza dei cartoni animati danneggia la psiche dei più piccoli, a dirlo sono insigni studiosi!

In merito ai possibili effetti negativi che le scene di violenza viste in televisione possono avere sui telespettatori più giovani, la psicologa e psicoterapeuta Anna Oliverio Ferrarsi, ne descrive tre:

•  quello legato all'apprendimento : guardando la televisione bambini e ragazzi imparano una serie di comportamenti dai modelli che vengono mostrati; modelli che godono di prestigio perché sono personaggi che bambini e ragazzi ammirano e perché ricorrendo alla violenza vincono e ai bambini piace vincere.

•  Quello legato alla visione di un numero elevato di scene violente , è quello di sviluppare una sorta di “assuefazione” alla violenza, una sorta di indifferenza o cinismo nei confronti della sofferenza altrui.

•  Un'altra conseguenza possibile consiste nel fatto che, siccome i bambini non colgono i rapporti di causa - effetto o non collegano la morale della storia con le scene violente, possono convincersi che la violenza sia un modo facile e veloce per risolvere i problemi .

A questo si deve aggiungere che, come giustamente asserisce Adriano Pagnin ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione presso l'Università degli Studi di Pavia, “ il problema può divenire particolarmente rilevante nel caso di bambini che già soffrono di disturbi della condotta o dell'emotività: questi bambini trascorrono in genere più tempo davanti al televisore, sono maggiormente attratti da esso rispetto ai loro coetanei, mostrano maggiore preferenza per filmati di azione con contenuto aggressivo (telefilm polizieschi, cartoni animati con scene di violenza, sport violenti, ecc.) e manifestano una maggiore reattività ai contenuti aggressivi. Essi, mostrano una maggiore difficoltà a discriminare la realtà dalla fantasia e sono maggiormente convinti che ciò che è rappresentato dalla televisione rispecchi la vita reale .

A causa di tali propensioni e di tali limitazioni cognitive, i bambini con disturbi dell'emotività appaiono particolarmente sensibili all'esposizione agli spettacoli violenti, ed è possibile che questi contribuiscano ad amplificare i problemi di adattamento già presenti ”.

 

Conclusione

Carissimi, se ai danni prodotti dalla violenza delle scene aggiungiamo quelli arrecati dai contenuti fortemente esoterici che in parte abbiamo cercato di analizzare in questo articolo, si compone un quadro che mette in evidenza la negatività di questa serie televisiva.

Mi rivolgo in particolar modo ai genitori, ai primi educatori dei giovani, unendo la mia voce a quella di don Salvatore Tumino presbitero ragusano fondatore della Comunità di Evangelizzazione “Eccomi Manda me!”, salito al cielo il 29 maggio del 2002:

Diciamo tutti insieme, No! Non ci sto! Non voglio, con il mio silenzio, tacere!

Stanno rubando l'innocenza, la pace, la gioia a milioni di bambini.

Non possiamo tacere!

Dobbiamo gridare!

Dobbiamo fare qualcosa!

Inizia tu mamma, papa'. Spiega ai tuoi figli che questi cartoni animati violenti, volgari, fanno male e poi se non ti ascoltano, perché ormai hanno una certa dipendenza, ordina che questi cartoni animati non li vedano piu'! Forse piangeranno, ma e' meglio qualche lacrima ora che tante dopo perché la loro vita emotiva, psichica, affettiva, spirituale e' stata distrutta!
Proteggete i vostri figli, loro sono indifesi! E se non li difendete voi, chi li difendera' al posto vostro?”.

Sia lodato Gesù Cristo!