Giovani
di
Daniele Curci
Ci
facciamo prendere dai molteplici affanni della vita terrena
e poche volte ci poniamo domande sulle nostre origini e
sulle meraviglie del Creato eppure è proprio da qui
che ci provengono le Sue risposte.
Dio
è in fatti in tutto ciò che di bello ci circonda
per chi con il cuore puro sa guardare il mondo con gli occhi
della Fede, non fingiamoci distratti dinnanzi alle Sue parole,
anche se non possiamo vederle tutti noi lo vediamo lo conosciamo
e ne percepiamo la vicinanza, ma tante troppe volte facciamo
finta di nulla e preferiamo non vederlo.
Vi
siete mai chiesti perché?
La
risposta è perché fa troppo comodo credere
al materialismo, fa troppo comodo non seguire i suoi insegnamenti
che richiedono cieca fiducia e uno sforzo d’Amore talvolta
incomprensibile, fa troppo comodo seguire i bagliori delle
gioie terrene, i sogni di ricchezza e di bellezza. Ma il
dio bellezza e il dio vanità non sono che due aspetti
di un unico erroneo modo di comprendere la nostra essenza
e non sono altro che polvere accecante che offusca la visione
della Luce, facendoci inforcare sentieri terrosi e tortuosi,
deviandoci dalla rettilinea Strada della Via, Verità
e della Vita che è Dio.
Cos’è
la Bellezza se non il dono di Dio per poter Amarlo e Lodarlo,
se non uno degli infiniti strumenti di Dio per contemplarlo
e rendergli grazie, eppure confondiamo la bellezza che ci
circonda con la Vanità che nient’altro è che
il Velo che rende Bello ciò che siamo e che gli altri
sono senza ricondurci alla matrice della Bellezza suprema
che è Dio ma a noi stessi, esseri finiti che in questo
modo egoistico azzeriamo i ponti con chi ci ha creati e
rendiamo i nostri occhi meno sensibili alla Bellezza del
Creato.
La
realtà è che tutti siamo ingannati, siamo
ingannati nel vivere questa vita come se fosse l’unica vera
vita come se fosse l’unica strada da godersi fino in fondo
in tutti i modi perché se non mi diverto ora quando
potrò divertirmi? Se non faccio questo quando lo
farò? Domande che ritornano in continuazione nelle
nostre menti, soprattutto nei nostri giovani cuori.
Eppure
ci scordiamo dell’inganno che dietro a queste parole si
cela…
La
Ragione e i sensi ci portano spesso fuori strada, siamo
portati a credere solo in quello che vediamo non accorgendoci
invece che la Verità è fuori di noi e al tempo
stesso è nella nostra essenza in quel soffio creatore
che ci ha dato la vita e che ci ha permesso di vivere in
armonia con il nostro Signore Dio che è nei Cieli.
E allora ci accorgiamo anche di che uso errato facciamo
della ragione, dono di Dio si, ma distribuitoci per la ricerca
delle nostre origini riconducibili a Lui e Lui solo. E quando
la ragione pretende di rispondere a tutte le domande è
proprio in quel momento che si commette l’errore più
grande, quello di non comprendere il Mistero ed è
in quel momento che dobbiamo farci piccoli e umili dinnanzi
all’inifinito che è Dio, ed è allora che hanno
senso più che mai le parole di Gesù quando
disse che bispgna essere come bambini per entrare nel regno
dei cieli, essere come bambini non vuol dire essere incapaci
di credere, anzi chi più dei bambini ha fede cieca
in ciò che gli viene detto? Non sono forse i bambini
che credono in ciò che non vedono?
Allora
impariamo ad essere come loro e impariamo a credere in Dio
anche se non lo vediamo e impariamo a sentire la Gioia,
l’Amore e gli infiniti doni che ci elargisce generosamente.
Impariamo a vedere la bellezza là dove c’è
una pur minuscola Scintilla di Dio, e facciamoci coraggiosi
portatori della croce di Cristo, soprattutto noi giovani
diffondendo quanto più possibile il verbo, facciamoci
cavalieri di Cristo e con coraggio portiamo dinnanzi agli
occhi di tutti quel commovente e straordinario mistero che
non finisce mai di stupirci, dello spezzare del pane, corpo
di Cristo e dell’innalzamento del Calice fonte di Salvezza,
sangue del nostro Signore, dell’Agnello di Dio venuto sulla
terra per rimettere a noi i nostri peccati. Coraggio non
dobbiamo avere paura di parlare di Cristo, perché
tutti anche a coloro che ci deridono e ci scherniscono è
data la possibilità di vedere il Signore e se il
mio sacrificio ha come scopo ultimo quello di redimere un’anima
del Signore bhè allora non posso che gioire ed esultare.
E
allora cosa ci da veramente gioia, è veramente gioia
la ricchezza, la vanità e il piacere sfrenato? O
forse è vera gioia l’Amore eterno e infinito, la
promessa di una vita fatta di felicità Gioia e Vera
Vita?
Scegliereste
di mangiare un piatto succulento ma finito piuttosto che
un piatto che da eterna felicità dei sensi di cui
abbiamo le prove dell’esistenza, ma che ha l’unica piccola
pecca di essere coperta da un tovagliolo?
Che
senso ha scegliere il finito che inesorabilmente porta alla
morte e non avere fiducia e FEDE ed abbracciare l’infinito,
l’eternità, lo smodato Amore di Dio e dei suoi figli
Celesti!
Mai
più che in questi tempi Dio ha bisogno di noi tutti
giovani per schierare il suo esercito, fatto di anime armate
di null’altro che della parola del Signore e della cieca
fiducia nella Santissima Trinità e nella nostra Madre
Misericordiosa alla quale spetterà il compito di
guidare l’armata più numerosa nell’ultima battaglia
che riporterà tutti i giusti al cospetto di Dio,
e allora tutti noi avremo un anima e nuovo corpo mondato
dal peccato come era in principio. Così sia.
I
GIOVANI CHI SONO, COSA CERCANO? Risponde
Tony Anatrella, psicoanalista e specialista in
psichiatria sociale Intervistata
da Zenit.org |