Che
cosa dicono Papi e Vescovi?
Il
Cardinale Piovanelli, Arcivescovo di Firenze,
durante una trasmissione di "Radio Monte", il
21 novembre del 1994 affermò: "I maghi in Italia
sono il doppio dei preti, il mistero del male non è
una fantasia, ma una realtà e la sua presenza lucida,
che organizza distruzione e morte, si accampa in mezzo agli
uomini. E' troppo grande il rischio che molti cristiani
confondano la superstizione con la fede" (Dal quotidiano
La Repubblica del 22 novembre del 1994). Per non andare
troppo indietro nel tempo cito gli ultimi due pronunciamenti
molto importanti degli ultimi due Papi. Domenica 17 febbraio
2002, prima domenica di Quaresima, Giovanni Paolo II ha
parlato della "subdola azione di satana", sia
nell'omelia nella parrocchia di San Enrico alla periferia
nord-est di Roma, che nel discorso dell'Angelus: <<Vattene,
satana! Vattene, l'atteggiamento deciso del Messia",
ha detto Giovanni Paolo II, "costituisce per noi un
esempio ed un invito a seguirlo con coraggiosa determinazione>>,
il demonio, "principe di questo mondo", continua
anche oggi la sua subdola azione. Ogni uomo, oltre che dalla
propria concupiscenza e dal cattivo esempiodegli altri,
è tentato anche dal demonio e lo è ancor più
quando meno se ne avvede. Quante volte con leggerezza egli
cede alle fallaci lusinghe della carne e del maligno, e
sperimenta poi, amare delusioni. Occorre rimanere vigilanti
per reagire con prontezza ad ogni attacco...>>.
Nell'udienza
generale di mercoledì 15 novembre 1972 Paolo
VI alla domanda "Quali sono oggi i bisogni
maggiori della Chiesa?" ha così risposto: <<Non
vi stupisca come semplicistica, o addirittura come superstiziosa
e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è
la difesa da quel male, che chiamiamo demonio. Troviamo
il peccato, perversione della libertà umana e causa
profonda della morte, perché distacco da Dio, fonte
della vita e poi, a sua volta, occasione ed effetto di un
intervento in noi e nel nostro mondo di un agente oscuro
e nemico, il demonio. Il male non è soltanto una
deficienza, ma un'efficienza , un essere vivo, spirituale,
pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa
e spaventosa. Chi rifiuta di riconoscere la sua esistenza,
si pone fuori dall'insegnamento biblico e della Chiesa;
come chi crede che il male sia un "principio"
autonomo, che non abbia, come ogni creatura una sua origine
in Dio; o chi, infine, la voglia spiegare come una forma
di personificazione concettuale e fantastica delle cause
sconosciute delle nostre sventure"
Papa
Giovanni Paolo II ha detto: "Il demonio esiste,
ha un suo regno, ha un suo programma, che esige una stretta
logica dell'azione, una logica tale che il regno del male
possa reggere, anzi, che possa svilupparsi negli uomini
ai quali è indirizzato. La lotta tra il regno del
male, dello spirito maligno en il regno di Dio, non è
cessata, non è finita. In questa tappa la lotta perdura
nelle generazioni sempre nuove della storia umana"
(Dal quotidiano La Stampa del 27 Marzo 1981). Sempre Giovanni
Paolo II, il 24 Maggio del 1987, in visita al Santuario
di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo in Puglia,
nel corso dell'omelia, tra l'altro ha detto: "Questa
lotta contro il demonio, che contraddistingue la figura
dell'Arcangelo Michele, è attuale anche oggi, perché
il demonio è tuttora vivo e operante nel mondo. Infatti
il male che è in esso, il disordine che si riscontra
nella società, l'incoerenza dell'uomo, la frattura
interiore della quale è vittima, non sono solo le
conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell'azione
infestatrice ed oscura di satana, di questo insidiatore
dell'equilibrio morale dell'uomo". Il paragrafo 1673
del Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica così
spiega: "Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con
autorità, in nome di Gesù Cristo che una persona
o un oggetto sia protetto contro l'influenza del maligno
e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo...l'esorcismo
mira a cacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca,
e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù
ha affidato alla sua Chiesa".
Il
vescovo di Los Tequez, in Venezuela, Monsignor
Mario Moronja Rodriguez, in un articolo pubblicato
il 22 febbraio del 1997 dall'Osservatore Romano, organo
della Santa Sede, sulla proliferazione del satanismo, ha
scritto tra l'altro: "La Chiesa non può sentirsi
indifferente davanti a tale fenomeno presente nella nostra
società. I pastori e i responsabili della pastorale,
non possono pensare che forse si tratti di un fenomeno lontano
dalle proprie comunità o ritenere che siano altri
a dare delle risposte. Il problema rimane davanti a noi
e non possiamo restare indifferenti o semplicemente estranei
ad esso. In seno all'azione pasquale della Chiesa si richiede
che tutti approfondiscano e s'impegnino in attività
che tocchino direttamente o indirettamente il fenomeno e
le sue manifestazioni. Alcune azioni possono essere certamente
preventive, altre curative, tuttavia l'indifferenza non
può essere certamente l'atteggiamento della Chiesa
davanti a questo problema". Il vescovo di Isernia e
Venafro, Monsignor Andrea Gemma, in una lettera pastorale
del 29 giugno del 1992 ha scritto tra l'altro: "Non
sanno i ministri sacri che proprio la loro indifferenza
costringe spesso i semplici e sprovvisti, a ricorrere a
maghi e fattucchieri o ad altre pratiche aberranti, che
sono (ahimè) lo strumento privilegiato per l'intervento
del demonio e il suo trionfo?"