La
Benedizione
Il
segno di croce significa ritornare a Cristo
Con
la sua morte in croce per amore dei peccatori Cristo ha
levato dal mondo la maledizione del peccatore. L'uomo però
continua sempre a peccare e la Chiesa deve sempre aiutare
a effettuare la Redenzione in nome del Signore. E ciò
avviene in modo particolare per mezzo della S. Messa e dei
Sacramenti, ma anche per mezzo dei Sacramentali: benedizioni
dei sacerdoti, acqua santa, ceri benedetti, olio benedetto,
ecc.
Ogni
segno di croce fatto con fede è già un segno
di benedizione. La croce irradia una corrente di
benedizione per tutto il mondo, per ogni anima che crede
in Dio e nella forza della croce. Ogni uomo unito a Dio
può compiere la Redenzione ogni volta che fa un segno
di croce.
La
benedizione appartiene assolutamente ai cristiani.
Il
Signore ha detto: "In verità, in verità
vi dico: qualunque cosa domandiate al Padre nel nome
mio, ve la concederà" (Gv 16,23). Dunque:
là dove c'è il nome del Signore, c'è
la benedizione; là dove c'è il segno
della sua S. Croce, là si trova aiuto.
"Tu
ti lamenti della cattiveria del mondo, o della mancanza
di riguardo e dell'incomprensione della gente che ti circonda.
La tua pazienza e i tuoi nervi vengono messi a dura prova
e spesso ti scappano, malgrado le migliori intenzioni. Trova
una buona volta il mezzo e la ricetta della benedizione
giornaliera (Padre Kieffer O. Cap.).
Prendi
ogni mattino un po' d'acqua santa, fa' un segno di croce
e di': "In nome di Gesù benedico tutta la mia
famiglia, benedico tutti coloro che incontrerò. Benedico
tutti coloro che si raccomandano alle mie preghiere, benedico
la nostra casa e tutti coloro che vi entrano ed escono.”
Ci
sono moltissime persone, uomini e donne, che lo fanno ogni
giorno. Anche se questo atto non si sente sempre, esso ha
sempre un effetto positivo. La cosa principale è
questa: fare il segno di croce adagio e dire la formula
di benedizione con il cuore!
"Oh,
quante, quante persone ho benedetto!", così
disse la moglie di un tenente colonnello, Maria Teresa.
"Io ero la prima che si alzava in casa mia: benedicevo
con l'acqua santa mio marito, che stava ancora dormendo,
pregavo spesso china su di lui. Poi entravo nella camera
dei bambini, svegliavo i piccoli, ed essi recitavano le
preghiere del mattino a mani giunte e ad alta voce. Poi
facevo loro un segno di croce sulla fronte, li benedivo
e dicevo qualcosa sugli angeli custodi.Quando
tutti erano usciti di casa, ricominciavo a benedire. Andavo
per lo più in ogni camera, implorando protezione
e benedizioni. Dicevo anche: `Mio Dio, proteggi tutti coloro
che mi hai affidato: tienili sotto la tua protezione paterna,
con tutto ciò che posseggo e che devo amministrare,
poiché tutto appartiene a te. Tu ci hai dato tante
cose: conservale, e fa' che esse ci servano, ma che
non siano mai occasione di peccato'.Quando
in casa mia ci sono ospiti, io prego parecchie volte per
loro, prima che entrino in casa mia e mando loro la benedizione.
Spesso mi è stato detto che da me c'era qualcosa
di speciale, si sentiva una gran pace.Io
ho sentito in me e negli altri che le benedizioni hanno
una gran forza viva".
Cristo
vuole essere sempre operante nei suoi apostoli benedicenti.
La
benedizione sacerdotale
Vogliamo
distinguere bene i Sacramenti dai Sacramentali. I Sacramentali
non sono stati istituiti da Cristo e non comunicano la grazia
santificante, ma predispongono a riceverla, in virtù
della nostra fede, nei meriti infiniti di Gesù Cristo.
La benedizione del Sacerdote attinge dalle ricchezze
infinite del Cuore di Gesù, e perciò ha una
forza salvifica e santificante, una potenza esorcizzante
e protettiva. Il sacerdote celebra la S. Messa
ogni giorno, amministra i Sacramenti, quando è necessario,
ma può benedire continuamente e ovunque. Così
pure lo può un Sacerdote malato, perseguitato o incarcerato.
Un
sacerdote incarcerato in un campo di concentramento ha fatto
questo racconto commovente. Aveva lavorato tanto tempo a
Dachau in una fabbrica delle SS. Un giorno fu pregato da
un contabile di andare subito in un'abitazione, costruita
in una soffitta, e di benedire la sua famiglia: "Io
ero vestito come un povero detenuto di un campo di concentramento.
Non mi era forse mai capitato di stendere le mie braccia
benedicenti con una commozione tale come in quel momento.
Malgrado fossi stato marchiato da vari anni come elemento
indesiderato, reietto, di rifiuto, ero tuttavia ancora un
sacerdote. Mi avevano pregato di dar loro la benedizione,
l'unica e ultima cosa che potevo dare ancora".
Una
contadina molto credente racconta: "In casa mia
si ha una grande fede. Quando un sacerdote entra da noi,
è come se entrasse il Signore: la sua visita ci rende
felici. Non lasciamo mai che un sacerdote esca dalla nostra
casa, senza chiedergli la benedizione. Nella nostra famiglia
di 12 figli la benedizione è qualcosa di tangibile".
Un
sacerdote spiega:
"È
vero: nelle mie mani è stato messo un preziosissimo
tesoro immenso. Cristo stesso vuole operare con grande forza
mediante la benedizione fatta da me, uomo debole. Come un
tempo, egli andava benedicendo attraverso la Palestina,
così vuole che il sacerdote continui a benedire.
Sì, noi sacerdoti siamo dei milionari, non in denaro,
ma nella grazia che comunichiamo agli altri. Noi possiamo
e dobbiamo essere delle trasmittenti di benedizioni. In
tutto il mondo ci sono antenne che captano onde di benedizioni:
malati, carcerati, emarginati, ecc. Inoltre con ogni benedizione
che diamo, aumenta la nostra forza benedicente, e cresce
il nostro zelo nel benedire. Tutto ciò riempie i
sacerdoti di ottimismo e di gioia! E questi sentimenti crescono
con ogni benedizione che diamo con fede". Anche
nei nostri tempi difficili.