L'altra
faccia di Marx
di
R. Wurmbrand
1.
GLI SCRITTI CRISTIANI DI MARX
Prima di diventare un economista e un comunista di fama,
Marx era un umanista. Oggi un terzo dell'umanità
è marxista. Il marxismo in una forma o in un'altra,
è adottato anche da molti nei paesi capitalisti.
Marx,
si dice, era profondamente umano. Era dominato da una sola
idea: come aiutare le masse sfruttate. Ciò che le
impoverisce, a quanto egli sosteneva, è il capitalismo.
Una volta rovesciato questo sistema corrotto, dopo un periodo
transitorio di dittatura del proletariato, emergerà
una società in cui ognuno lavorerà in ragione
delle proprie capacità, in fabbriche e aziende agricole
appartenenti alla collettività, e sarà ricompensato
in ragione delle proprie necessità. Non vi sarà
uno Stato che governi gli individui; non vi saranno guerre,
non rivoluzioni, ma soltanto una fratellanza eterna, universale.
Affinchè
le masse conseguano la felicità, occorre qualche
cosa di più che la semplice distruzione del capitalismo.
Marx scrive: « L'abolizione della religione, come
illusoria felicità dell'uomo, è un requisito
della loro reale felicità.» 1.
Marx
era antireligioso perché la religione impedisce l'adempimento
dell'ideale comunista, che egli considerava come la sola
soluzione dei problemi del mondo: così i marxisti
spiegano la loro posizione.
Nella
sua prima gioventù Karl Marx si professava cristiano.
La sua prima opera scritta è intitolata L'unione
dei fedeli con Cristo. In essa leggiamo queste bellissime
parole: « Attraverso l'amore di Cristo volgiamo al
tempo stesso i nostri cuori verso i nostri fratelli che
sono intimamente a noi legati e per i quali Egli dette se
stesso in sacrificio ».
Così
Marx conosceva un modo perché gli uomini diventassero
fratelli gli uni con gli altri: il Cristianesimo.
Egli
continua: «L'unione con Cristo potrebbe dare un'intima
elevazione, il conforto del dolore, una fiducia tranquilla
e un cuore suscettibile all'amore umano, ad ogni cosa che
sia nobile e grande, non per amore di ambizione e gloria,
ma soltanto per amore di Cristo» 3.
Pressappoco
nello stesso tempo, Marx scrive nella sua tesi Considerazioni
di un giovane sulla scelta di una carriera: «La religione
stessa ci insegna che l'Ideale verso il quale tutti tendono,
sacrificò Se stesso per l'umanità, e chi mai
oserà contestare questa aspirazione? Se abbiamo scelto
la posizione nella quale possiamo compiere quanto è
più possibile per Lui, allora non potremo mai essere
schiacciati dal nostro fardello, perché sono soltanto
sacrifici fatti per il bene di tutti» 4.
Finanche
in un libro astruso di economia politica come Il Capitale,
nel quale le considerazioni circa la religione sono ovviamente
di scarsa importanza, il maturo ed anti-religioso Marx scrive,
completamente fuori dal contesto, «Il Cristianesimo
è la forma più idonea di religione»
5.
Note:
1
Marx, Karl u. Friedrich Engels, Zur Kritik der Hegelschen
Rechtphilosophie, Einleitung («Critica della filosofia
del diritto Hegeliana», Introduzione), MEGA I, i (1),
607-608.
2
Rev. Paul Oestreicher, Sermons from Great St. Mary's, Londra,
Fontana, 1969, 278-280. 3 Marx, Karl, Die Vereinigung der
Glàubigen mit Christo («L'unione dei fedeli
con Cristo»), MEW, Supplemento, Vol. I, 600.
4
Marx, Karl, Betrachtung eines Jùnglings bei der Wahl
eines Berufes (« Considerazioni di un giovane sulla
scelta di una carriera »), MEW, Suppl., Vol. I, 594.
Anche in Payne, 34.
5
Marx, Karl, Das Kapital (« Il capitale »), New
York, Cerf & Klopfer, The Modern Library, 1906, 91.
2. OULANEM VUOLE VENDETTA
Poco
dopo che Marx ebbe ricevuto il diploma, nella sua vita accadde
qualche cosa: divenne profondamente, appassionatamente anti-religioso.
Incominciò a emergere un nuovo Marx.
Egli
scrive in un poema: « Desidero vendicarmi contro quell'Uno
che regna lassù » 1. Così era convinto
che lassù ci fosse Uno che regna. Era in lite con
Lui. Ma quell'Uno lassù non gli aveva fatto nulla
di male. Marx apparteneva a una famiglia relativamente benestante,
non aveva sofferto la fame nella propria infanzia. Stava
molto meglio di molti suoi compagni di scuola. Che cosa
aveva prodotto questo terribile odio contro Dio?
A
una età in cui ogni giovanotto normale ha sogni di
far del bene agli altri e di preparare una bella carriera
per se stesso, perché dovrebbe aver scritto questi
versi nel suo poema Invocazione d'un disperato?
Su in alto costruirò il mio trono,
Fredda
e tremenda sarà la sua vetta.
Terrore
superstizioso ne sarà il baluardo,
Suo
ministro, l'angoscia più nera.
Chi
lo guarderà con occhio sano
Distoglierà
pallido e muto come morto lo sguardo,
Afferrato
da forza di morte cieca e tremante.
Possa
la buona sorte scavargli la tomba 2.
Marx sognava di rovinare il mondo creato da Dio. In un altro
poema diceva:
Potrò allora marciare in trionfo,
Come
un dio, fra le rovine del loro regno.
Ogni
mia parola è fuoco e azione
Il
mio petto è uguale a quello del Creatore.
(Citato
in « Deutsche Tagespost », Germania Occidentale,
31 dicembre 1982.)
Le parole « Su in alto costruirò il mio trono
» e la confessione che da colui che siede su questo
trono, emaneranno soltanto terrore e angoscia, ci rammentano
l'orgogliosa vanteria di Lucifero: «Io salirò
in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle
di Dio » (Isaia 14:13).
Ma
perché Marx desidera questo trono? La risposta si
trova in un dramma poco conosciuto che compose anche durante
i suoi inni da studente. Si intitola Oulanem. Per spiegare
questo titolo bisogna fare una digressione.
Esiste
una "chiesa satanista". Uno dei suoi riti è
la messa nera, che i satanisti recitano a mezzanotte. Nei
candelieri sono poste candele nere rovesciate. Il "sacerdote"
dice tutto ciò che è prescritto nel libro
di preghiere, ma le legge dalla fine verso il principio;
i nomi della divinità vengono letti pronunciandoli
alla rovescia. Un crocifisso è fissato pure alla
rovescia, oppure viene calpestato. Durante la messa nera
viene bruciata una Bibbia. Tutti i presenti promettono di
commettere ogni peccato, e di non fare mai nulla di buono.
Segue un'orgia.
È
caratteristico che Oulanem sia un'inversione del nome biblico
per Gesù che in ebraico significa: « Dio con
noi ». Simili inversioni di nomi sono caratteristici
della magia nera; saremo capaci di capire il dramma Oulanem
soltanto alla luce di una strana confessione che Marx fece
in un poema chiamato Il giocatore 3, più tardi rappresentato
da lui stesso e dai suoi seguaci:
Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello
Sin
che impazzisco e mi si cambia il cuore.
Vedi
tu questa spada?
Me
l'ha venduta il prìncipe delle tenebre.
Per
me batte l'ore e dà i segni.
Sempre
più audacemente suono la danza della morte.
Questi versi assumono uno speciale significato, quando apprendiamo
che nei riti della più alta iniziazione nel culto
satanista viene venduta al candidato una "spada incantata"
che garantisce il successo. Egli la paga firmando un patto
col sangue estratto dai suoi polsi, per cui la sua anima,
dopo morte, apparterrà a Satana.
Cito
ora dal dramma Oulanem:
Ed essi son anche Oulanem,
Oulanem,
Il nome risuona ancora come la morte,
Risuona
ancora sino a spegnersi miseramente. 4
Ho
però nelle mie giovani braccia,
Di
che stringervi e schiacciarvi (l'umanità personificata)
Con
la forza d'una tempesta,
Mentre
per entrambi l'abisso si disserra nel buio.
Sprofonderai,
ed io ti seguirò ridendo,
Sussurrandoti
all'orecchio, « Discendi,
Vieni
con me, amico! » 5
Marx desidera trascinare tutta l'umanità nell’abisso
riservato per il Diavolo e i suoi angeli (si veda Apocalisse
20:3).
Chi
parla attraverso Marx in questo dramma? È ragionevole
attendersi che un giovane studente mantenga come sogno della
sua vita la visione dell'umanità, mentre penetra
nell'abisso delle "tenebre eterne", mentre egli
stesso ride seguendo coloro che ha guidato verso l'incredulità?
In nessun luogo al mondo questo ideale è coltivato,
eccetto che nei riti iniziatici della chiesa satanista,
ai suoi gradi più elevati.
Viene
il momento della morte, per Oulanem. Le sue parole sono:
Rovina, rovina. Il mio tempo è trascorso.
L'orologio
s'è fermato, la minuscola casa è crollata,
Presto
stringerò al mio petto l'eternità
Presto
ululerò colossali anatemi sull'umanità 6.
Erano piaciute a Marx le parole di Mefistofele nel Faust:
« Tutto ciò che esiste, merita d'essere distrutto
». Tutto: compreso il proletariato e i compagni. Marx
citava queste parole in « Il 18 Brumaio » 7.
Stalin si è fondato su quelle, e ha distrutto la
sua stessa famiglia.
La
setta satanista non è materialista: crede nella vita
eterna. Oulanem, la persona in nome della quale Marx parla,
non contesta la vita eterna. Egli la afferma, però
come una vita d'odio esaltato all'estremo. Merita osservare
che eternità, per i demoni, significa «tormento».
È
lo stesso per Marx:
Ah! L'eternità! È il nostro perpetuo dolore,
Un'indescrivibile,
incommensurabile Morte 8.
Incominciamo
a capire che cosa sia accaduto al giovane Marx. Era partito
da convinzioni cristiane, ma non aveva condotto una vita
ad esse adeguata. La sua corrispondenza col padre dà
testimonianza del suo sperperare grandi somme di danaro
in divertimenti e del suo continuo contestare l'autorità
paterna circa questo ed altro. Allora verosimilmente può
essere avvenuto il suo indottrinamento nella chiesa altamente
segreta di Satana, e che sia stato iniziato ai suoi riti.
Satana, che i suoi adoratori vedono nelle loro orge allucinanti,
parla per loro bocca. Così Marx ne è soltanto
il portavoce quando nel suo poema Invocazione d'un disperato
pronuncia le parole: « Io desidero vendicarmi contro
quell'Uno che regna lassù ». Ed ecco la fine
di Oulanem:
Se vi è qualcosa che possa distruggere,
Vi
piomberò dentro, anche se porterò il mondo
Nella
rovina.
Il
mondo che sorge fra me e l'abisso,
Lo
farò a pezzi, con le mie
Durevoli
maledizioni.
Stringerò
fra le mie braccia la sua dura realtà,
Abbracciandomi,
il mondo perirà in silenzio,
E
sprofonderà nell'estremo nulla.
Perire,
senza esistenza: questo sarebbe
Realmente
vivere 9.
Marx è stato ispirato probabilmente dalle parole
del marchese de Sade: « Aborro la natura... vorrei
spaccare il suo pianeta, ostacolare il suo procedere, arrestare
le orbite degli astri, rovesciare i globi che galleggiano
nello spazio, distruggere ciò che serve la natura,
proteggere ciò che le nuoce, in una parola desidero
insultarla nelle mie opere... forse saremo capaci di attaccare
il sole, privarne l'universo o adoperarlo per dar fuoco
al mondo. Questi sarebbero veri delitti».
Perché
de Sade e Marx volevano propagare cose tanto orribili? Il
primo lo dice. Egli loda gli scrittori che hanno come unico
scopo, quando stampano i loro spaventevoli sistemi, di estendere
dopo la loro morte il numero dei loro delitti. Non possono
più commetterli, ma i loro scritti maledetti fanno
sì che gli uomini li compiano, e questa "dolce
idea" li conforta sul letto di morte.
In
Oulanem Marx segue l’obiettivo del Diavolo: consegnare alla
dannazione l'intera razza umana. Oulanem è probabilmente
l'unico dramma al mondo in cui tutti i personaggi sono consapevoli
della loro corruzione, e la ostentano e la celebrano con
convinzione. In questo dramma non c'è bianco e nero,
non vi esistono Claudio e Ofelia, Jago e Desdemona. Qui
tutti son neri e rivelano aspetti mefistofelici. Tutti sono
satanici, corrotti e dannati dal destino.
Note:
1
Marx, Karl, Des Werzweiflenden Gebet (« Invocazione
di un disperato »), ibid. 30.
2
Ibid. 30-31.
3
Marx, Karl, Spielmann (« Il giocatore »), ibid.
57-58.
4
Marx, Karl, Oulanem, Atto 1, scena 1, ibid. 60.
5
Atto 1, scena 2, ibid. 63.
6
Atto 1, scena 3, ibid. 68.
7
Marx, Karl, Louis Bonaparte («Il 18 Brumaio»),
MEW VIII, 119. « Marx, Karl, Oulanem, Atto 1, scena
3, MEGA I, i (2), 68.
8
Marx, Karl, Oulanem, Atto 1, scena 3, ibid. 68.
9
Ibidem.
3. STRANI RITI NELLA FAMIGLIA DI MARX
Quando
scriveva queste cose Marx, un genio prematuro, aveva diciott'anni.
Il programma della sua vita era già stabilito. Non
vi era accenno di servire l'umanità, il proletariato
o il socialismo. Desiderava portare il mondo in rovina.
Desiderava costruire per sé un trono la cui difesa
doveva essere il brivido di paura degli uomini.
La
seguente citazione è tratta da un epigramma di Marx
su Hegel 1:
Perché ho scoperto il più alto,
E
perché ho trovato il più profondo, con la
meditazione,
Son
grande come un Dio;
Come
Lui, mi rivesto dell'oscurità.
(Citato
da « Deutsche Tagespost, Germania, 31 dicembre 1982.)
Nel suo poema «La vergine pallida» 2 Marx scrive:
Così ho perduto il cielo, Lo so ben io.
La
mia anima, un tempo fedele a Dio,
È
destinata all'inferno.
Non c'è bisogno di commenti.
All'inizio,
Marx aveva ambizioni artistiche. I suoi poemi e il dramma
sono importanti in quanto rivelano il suo stato d'animo;
ma essendo privi di valore letterario non ricevettero nessun
riconoscimento. La mancanza di successo nel dramma ci ha
dato un Goebbels, il ministro nazionalsocialista della propaganda;
l'insuccesso in filosofia, ci ha dato un Rosemberg, il filosofo
del razzismo tedesco; la mancanza di successo in pittura
ed architettura ci ha dato un Hitler.
Anche
Hitler era poeta. Si può star certi che non abbia
mai letto le poesie di Marx, la somiglianza però
è sorprendente. Nei suoi poemi egli cita le stesse
pratiche sataniste. Ne cito una:
Nelle notti tempestose vado talvolta
Alla
quercia di Wotan nel silente giardino
Per
stringere un patto con le forze oscure...
Il
chiaro di luna fa apparire caratteri runici
Tutti
coloro che erano straordinari durante il giorno
Diventano
piccoli di fronte alla formula magica...
(Muller,
Schoenhausen, « La soluzione dell'enigma Adolf Hitler»).
Wotan è il dio principale della mitologia tedesca.
I caratteri runici erano i segni che a quei tempi si usavano
per scrivere.
Hitler
abbandonò ben presto la carriera poetica; così
Marx, che la cambiò per quella di un rivoluzionario
in nome di Satana, contro una società che non aveva
apprezzato i suoi poemi. Questo, è in modo persuasivo
un motivo per la sua ribellione; un altro motivo, l'essere
disprezzato per le sue origini ebraiche.
Due
anni dopo le preoccupazioni espresse da suo padre, nel 1839,
il giovane Marx scrisse « La differenza fra la filosofia
della natura di Democrito e quella di Epicuro », nella
prefazione della quale si allineava con Eschilo: «
Nutro odio contro tutti gli dèi » 3. Egli specificava
dicendo di essere contro tutti gli dèi in terra e
in cielo che non riconoscono l'autoconsapevolezza umana
come la divinità suprema.
Marx
era un nemico dichiarato di tutti gli dèi, un uomo
che aveva acquistato la sua spada dal principe delle tenebre,
al prezzo della propria anima. Aveva dichiarato che il proprio
scopo era l'attirare tutta l'umanità nell'abisso,
e seguirla ridendo. Sua figlia Eleanor dice che, quando
erano bambine, Marx aveva raccontato molte storie a lei
e alle sue sorelle. Quella che le piaceva di più
parlava di un certo Hans Rockle. « Il racconto di
quella storia durava mesi e mesi, perché era una
storia lunga, lunga, e non finiva mai. Hans Rockle era una
strega... che aveva un negozio con giocattoli e molti debiti...
Benché fosse una strega, era sempre in ristrettezze
finanziarie. Perciò doveva vendere, contrariamente
alla propria volontà, tutte le sue cose belle, l'una
dopo l'altra, al Diavolo... alcune di queste avventure erano
orribili, e facevano rizzare i capelli » 4.
È
normale per un padre raccontare ai suoi bambini piccini
storie terrificanti circa il vendere al Diavolo i propri
tesori più cari? Robert Payne, nel suo libro Marx
5, racconta anche lui di questo fatto con ampi particolari,
come riferiti da Eleanor. Come l'infelice Rockle, la maga,
vendesse i giocattoli con riluttanza. Tenendoseli stretti
fino all'ultimo momento. Ma dato che aveva fatto un patto
col Diavolo, non c'era scampo.
Il
biografo di Marx continua: « Scarsi dubbi possono
esservi che quelle storie interminabili fossero autobiografiche...
Egli aveva la visione del mondo del diavolo, e la sua malignità.
Talvolta sembrava sapesse che stava compiendo opere di male»
6.
Quando
Marx aveva finito Oulanem e gli altri suoi primi poemi in
cui scriveva di avere un patto col Diavolo, non pensava
al socialismo. Addirittura lo combatteva. Era redattore
di una rivista tedesca, la « Rheinische Zeitung »
7, che « non concede alle idee comuniste neppure una
validità teorica nell'attuale forma, tanto meno desidera
la loro realizzazione pratica, che ad ogni modo considera
impossibile... I tentativi da parte delle masse di applicare
le idee comuniste, possono trovar risposta col cannone non
appena diventino pericolosi... ».
Note:
1
Marx, Karl, «Hegel», ibid. 41-42.
2
Marx, Karl, «Das bleiche maedchen» («La
fanciulla pallida»), ibid.
3
Marx, Karl, Ueber die differenz der demokritischen und Epikurischen
Naturphilosophie, Vorrede (« La differenza fra la
filosofia naturale di Democrito ed Epicuro », prefaz.),
ibid. 10.
4
Von Westphalen, Jennyy, Mohr und General, Erinnerungen an
Marx und Engels (« Il moro e il generale, ricordi
di Marx ed Engels »), Berlino, Dietz Verlag, 1964,
273-274.
5
Payne, Robert, Marx, New York, Simon & Shuster, 1968,
317.
6
Ibid.
7
Marx, Karl, « Die Rheinische Zeitung » («
Il Giornale renano ») (Il Comunismo e il Giornale
di Augsburg « Ausburger Allgemeine »), MEGA
I, i (1), 263.
4. MARX INCONTRA HESS E BAKUNIN
Dopo
di aver raggiunto questa fase del suo pensiero, Marx conosce
Moses Hess, l'uomo che rappresentò la parte più
importante nella sua vita, e che gli fece abbracciare l'ideale
socialista.
Hess
lo chiama « il dottor Marx, il mio idolo, che darà
l'ultimo calcio alla religione » 1. Ecco, dunque,
il suo primo scopo era dare un calcio alla religione, non
era il socialismo.
Georg
Jung, altro amico di Marx in quell'epoca, nel 1841 scrive
ancor più chiaramente che Marx di certo scaccerà
Dio dal suo cielo e gli farà addirittura causa.
Queste
erano dunque le aspettative di coloro i quali iniziarono
Marx alle profondità del satanismo. Non era affatto
vero che Marx albergasse ideali sociali elevati al proposito
di aiutare l'umanità, che la religione fosse un ostacolo
per l'adempimento di questo ideale, e che per questa ragione
Marx avesse abbracciato un atteggiamento antireligioso.
Marx già odiava ogni nozione di Dio, e in particolare
il Cristianesimo. Era disposto ad essere l'uomo che avrebbe
cacciato Dio. Tutto ciò prima ancora che avesse aderito
al socialismo. Il socialismo era soltanto l'esca per indurre
proletari e intellettuali ad abbracciare questo diabolico
ideale.
Quando
i sovietici, ai primi tempi, adottarono lo slogan «scacciamo
i capitalisti dalla terra e Dio dal cielo», non facevano
che adempiere il retaggio di Karl Marx.
Una
delle peculiarità della magìa nera, come abbiamo
già detto, sta nell'inversione dei nomi. Le inversioni
permeavano a tal punto tutto il modo di pensare di Marx,
che egli le adoperava dovunque. Rispose alla Filosofia della
miseria di Proudhon con un altro volume intitolato La miseria
della Filosofia; scrisse anche « Dobbiamo usare anziché
l'arma della critica, la critica delle armi» 2 ecc.
Marx
non parlava molto, pubblicamente, di metafisica, ma possiamo
dedurre il suo modo di vedere dalle persone con le quali
si incontrava. Uno dei suoi compagni nella Prima Internazionale
era l'anarchico russo Mikhail Bakùnin, che scriveva:
«Il
Maligno rappresenta la ribellione satanica contro l'autorità
divina, ribellione nella quale vediamo il germe fecondo
di tutte le emancipazioni umane, la Rivoluzione. I socialisti
si riconoscono l'un l'altro con le parole: "Nel nome
di Colui al quale è stata commessa una grande ingiustizia".
Satana è l'eterno ribelle, il primo libero pensatore
ed emancipatore dei mondi. Egli fa sì che l'uomo
si vergogni della sua bestiale ignoranza e obbedienza; lo
emancipa, imprime sulla sua fronte il suggello della libertà
e dell'umanità, spronandolo a disobbedire e a mangiare
il frutto della conoscenza » 3.
Bakùnin
non si limita a lodare Lucifero; ha un programma concreto
di rivoluzione, ma non tale da liberare il povero dallo
sfruttamento. Egli scrive: « In questa rivoluzione
dovremo risvegliare il Diavolo nelle persone, dovremo attizzare
in loro le più basse passioni. La nostra missione
è distruggere, non edificare. La passione per la
distruzione è una passione creativa ».
Karl
Marx formò la Prima Internazionale insieme con Bakùnin,
e avallò questo strano programma. Marx ed Engels
dissero nel « Manifesto Comunista », che il
proletario vede la legge, la moralità e la religione,
come « altrettanti pregiudizi borghesi, dietro i quali
si nascondono in agguato altrettanti interessi borghesi
» 4.
Bakùnin
rivela che Proudhon, un altro dei principali pensatori socialisti,
che in quell'epoca era amico di Karl Marx, « adorava
anche lui Satana » 5. Hess aveva presentato Marx a
Proudhon, che aveva adottato per la sua capigliatura lo
stesso stile tipico della setta satanista del diciannovesimo
secolo di Joanna Southcott. Proudhon ne « La filosofia
della miseria », dichiarava: « Vieni, Satana»,
egli esclama, « calunniato dai piccoli e dai re ».
« Dio è stupidità e codardia; Dio è
ipocrisia e falsità; Dio è tirannia e povertà;
Dio è malvagio. ... Io giuro, Dio, con la mano distesa
verso il cielo, che non sei niente più che l'esecutore
della mia ragione, lo scettro della mia coscienza...»
6. Simili pensieri non sono originali, sono il contenuto
usuale delle prediche nel culto satanista.
Più
tardi Marx litigò con Proudhon, e scrisse un libro
per contraddire « La filosofia della miseria ».
Ma Marx contraddiceva soltanto dottrine economiche di minore
importanza. Non aveva obiezioni alla ribellione demoniaca
di Proudhon.
Heinrich
Heine, il celebre poeta tedesco, era un terzo amico intimo
di Marx. Era anche lui un appassionato di Satana, che descriveva
come « delizioso e affascinante » (cfr. Ristory
of the devil, di Paul Carus, Bell Publ. Co. p. 435.)
Marx
la pensava come queste persone del suo ambiente. Lunacharskij,
un filosofo eminente che era stato ministro dell'Educazione
nell'Unione Sovietica, scrisse in « Socialismo e Religione
» che Marx aveva messo da parte ogni contatto con
Dio e aveva portato Satana alla testa delle colonne in marcia
del proletariato 7.
A
questo punto è essenziale dichiarare fermamente che
Marx e i suoi compagni, sebbene "anti-Dio", non
erano atei come si descrivono i marxisti attuali. Infatti,
sebbene inveissero apertamente contro Dio e lo insultassero,
essi odiavano un Dio nel quale credevano. Non è la
sua esistenza che viene contestata; ma la sua supremazia.
Quando
la rivoluzione scoppiò in Parigi nel 1871, il comunardo
Flourens dichiarò: «Il nostro nemico è
Dio. L'odio verso Dio è il principio della saggezza».
Marx
lodava altamente i comunardi, che proclamavano apertamente
questo fine. Ma che cosa ha a che fare tutto ciò
con una più equa distribuzione dei beni, o con migliori
istituzioni sociali? Queste sono soltanto bardature esteriori
per nascondere lo scopo reale: lo sradicamento totale di
Dio e del suo culto. Oggi vediamo le prove di ciò
in paesi come la Cina Rossa, l'Albania, la Corea del Nord,
dove sono state chiuse tutte le chiese, le moschee e le
pagode.
Note:
1
Hess, Moses, Lettera del 2 settembre 1841 a Berthold Auerbach,
MEGA I, 1 (2), 261.
2
Marx, Karl, Zur Kritik der Hegelschen Rechtsphilosophte,
Einleitung (« Critica della Filosofia hegeliana del
diritto », introduzione), MEGA I, i (1) 614.
3
Bakùnin, Mikhail, God and the State (« Dio
e lo Stato »), New York, Dover Publications, 1970,
112.
4
Gul, Roman, Dzerjinskij, Parigi, a cura dell'Autore, 1936
(in russo), 81.
5
Enzensberger, Hans, op. cit., 407.
6
Proudhon, Pierre-Joseph, Pbilosophie de la Misere, Paris,
Union Generale d'Editions, 1964, 200-201.
7
Boyer, Charles, The Pbilosophy of Communism, 10. L'ateismo
politico del Comunismo, di Igino Giordani, New York, Fordham
Univ. Press, 1952, 134.
5. POESIA DIABOLICA
Nei
poemi di Marx «Invocazione di un disperato»
e «Orgoglio umano», la suprema invocazione dell'uomo
è per la propria grandezza. Se l'uomo è condannato
a perire attraverso la propria grandezza ribelle, sarà
una catastrofe cosmica, ma egli morirà come un essere
divino, compianto dai demoni. La ballata di Marx «
Il Giuocatore » registra le lamentele del cantore
contro Dio. Emerge dai tenebrosi abissi dell'Inferno «
che tormenta la mente ed ammalia il cuore, e la sua danza
è la danza della morte » 1. Il menestrello
sguaina la sua spada e la getta nell'anima del poeta. L'arte
che emerge dai tenebrosi abissi dell'inferno, e tormenta
la mente... Questo ci ricorda le parole del rivoluzionario
americano Jerry Rubin in Do It: « Abbiamo combinato
gioventù, musica, sesso, droga e ribellione, col
tradimento: e questa è una combinazione difficile
da battere » 2.
Nel
suo poema « Orgoglio umano » Marx ammette che
il suo scopo non è di migliorare il mondo, riformarlo
o rivoluzionarlo, ma semplicemente di rovinarlo e godere
al vederlo andare in rovina:
Con sdegno lancerò il mio guanto
Sulla
faccia del mondo, in pieno,
E
vedrò il crollo di questo pigmeo gigante
La
cui caduta non spegnerà il mio ardore
Andrò
poi, come un dio vittorioso, alla ventura
Tra
le rovine del mondo
E
dando alle mie parole forza d’azione
Mi
sentirò pari al Creatore 3.
Note:
1
Marx, Karl, Spielmann (« Il giocatore »), MEGA
I, i (2), 50.
2
Rubin, Jerry, Do it, New York, Simon & Schuster, 1970,
249.
3
Marx, Karl, Menschenstolz («Orgoglio umano»),
MEGA I, i (2), 50.
6. LE VITE DEVASTATE DI MARX ED ENGELS
Arnold
Kunzli, nel suo volume « Karl Marx: uno psico-gramma
»1 descrive la vita di Marx, nella quale sono inclusi
i suicidi di due figlie e di un genero. Tre figli morirono
di malnutrizione. Anche la figlia Laura, sposata col socialista
Laforgue, vide morire tre dei suoi figlioli. Quindi lei
e il marito si uccisero insieme. Un'altra figlia, Eleonora,
decise di fare lo stesso col marito. Essa morì, lui
si ritirò all'ultimo momento.
Marx
non sentì nessun obbligo di guadagnarsi di che mantenere
la propria famiglia, benché avesse potuto farlo facilmente
data la sua vasta conoscenza delle lingue. Visse accattando
da Engels. Ebbe un figlio illegittimo da una delle sue donne
di servizio, e più tardi lo attribuì a Engels,
che accettò di prestarsi al gioco. Beveva forte.
Rjazanov, Direttore dell'Istituto Marx-Engels di Mosca,
ammette questo fatto nel suo libro « Karl Marx, uomo,
pensatore e rivoluzionario » 2.
Visto
che abbiamo citato Engels, è opportuno dire qualche
parola a suo proposito. Engels era stato educato in una
famiglia pietista, e nella sua gioventù aveva composto
bellissimi poemi cristiani.
Dopo
che ebbe conosciuto Marx, scrisse di lui: « Chi si
dà alla caccia con ardore selvaggio? Un uomo tenebroso
di Treviri » (luogo di nascita di Marx); « un
notevole mostro. Non cammina né corre, balza sui
talloni e infierisce, pieno d'ira come se volesse afferrare
la tenda ampia dei cieli e gettarla sulla terra. Distende
le braccia in alto nell'aria; stringe i pugni minacciosi
e infuria incessantemente, come se diecimila diavoli lo
trascinassero per i capelli » 3.
Engels
cominciò ad allontanarsi dalla fede cristiana dopo
aver letto il libro dell’eretico Bruno Bauer, dopodiché
si associò a colui che egli stesso aveva definito
« un mostro posseduto da diecimila diavoli »
4.
Bruno
Bauer era un teologo liberale, creatore del "cristianesimo
materialistico", che affermava che Gesù era
un uomo qualunque. Bauer scriveva al suo amico Arnold Ruge,
anche lui amico di Marx e di Engels, il 16 dicembre 1841:
«
Qui all'Università tengo le mie lezioni dinanzi a
un vasto pubblico. Non riconosco me stesso quando pronuncio
dalla cattedra le mie bestemmie! Sono tanto grandi che questi
ragazzi, che nessuno dovrebbe offendere, alla fine hanno
i capelli ritti. ... Il mio spirito blasfemo sarà
soddisfatto soltanto se sarò autorizzato a predicare
apertamente come professore del sistema ateo » 5.
L'uomo
che convinse Engels a diventare comunista fu lo stesso Moses
Hess che aveva già convinto Marx. Dopo aver conosciuto
Engels a Colonia, Hess scrive: « Si separò
da me come un comunista ultrazelante. È così
che produco devastazioni... » 6. Produrre devastazioni:
era questo lo scopo supremo di Hess nella vita?
Rolv
Heuer descrive la vita finanziaria sregolata di Marx, in
« Genio e ricchezze »: « Mentre era studente
a Berlino, il figlio di papà Marx riceveva 700 talleri
l'anno come assegno » 7. Questa era una somma enorme
perché a quell'epoca soltanto un cinque per cento
della popolazione aveva un reddito annuo superiore ai 300
talleri. Durante il corso della sua vita Marx ricevette
da Engels circa sei milioni di franchi francesi (cifre dell'Istituto
Marx-Engels).
Egli
bramava sempre qualche eredità. Mentre un suo zio
era in agonia, Marx scrisse: « Se quel cane morisse,
io sarei fuori dai guai » 8, al che Engels rispondeva:
« Mi congratulo con voi per la malattia di colui che
ostacola un'eredità, e spero che la catastrofe accada
adesso » 9.
Quindi
il « cane » morì. Marx scrive, in data
8 marzo 1855: « Un evento molto lieto. Ieri ci è
stato detto della morte dello zio 90enne di mia moglie.
Mia moglie riceverà circa 100 lire sterline; anche
di più, se il vecchio cane non ha lasciato una parte
del suo danaro alla signora che amministrava la sua casa
».
Non
aveva sentimenti più gentili per coloro che gli erano
molto più vicini di quello zio. Non era in relazione
con la propria madre. Nel dicembre 1863 scrisse a Engels:
« Due ore fa è arrivato un telegramma per dirmi
che mia madre è morta. Il Fato aveva bisogno di prendere
un membro della famiglia. Io avevo già un piede nella
tomba. In queste circostanze, sono più necessario
io che la vecchia donna ».
«
Debbo andare a Treviri per l'eredità » 10.
Questo è tutto ciò che aveva da dire a proposito
della scomparsa di sua madre.
Marx
perdette molto denaro alla Borsa, dove lui, l'economista,
sapeva soltanto perdere.
Dato
che la setta satanista è strettamente segreta, esistono
solo pochi indizi sulla possibilità che Marx le fosse
legato. Un altro anello della catena di prove già
considerate potrebbe trovarsi nella sua stessa vita sregolata.
Marx
era un intellettuale di grosso calibro, e così anche
Engels. Ma la loro corrispondenza è piena di oscenità,
non comuni davvero in quella classe sociale. Il turpiloquio
vi abbonda, e non c'è una sola lettera nella quale
si senta un idealista che parla del suo sogno umanistico
o socialista.
Benché
fosse ebreo, quanto a stirpe, scrisse un pernicioso libro
anti-ebraico intitolato « La questione ebraica ».
Nel
1856 scrisse sulla «New York Tribune» un articolo
intitolato «Il prestito russo » nel quale leggiamo:
«Sappiamo che dietro ogni tiranno c'è un ebreo,
come c'è un gesuita dietro ogni papa. Come l'esercito
dei gesuiti uccide ogni libero pensiero dal quale il desiderio
degli oppressi potrebbe avere possibilità di luccesso,
così l'utilità delle guerre promosse dai capitalisti
cesserebbe, se non fosse per gli ebrei che rubano i tesori
dell'umanità. ... Il fatto che gli ebrei siano diventati
tanto forti da mettere in pericolo la vita del mondo, ci
induce a svelare la loro organizzazione, i loro scopi, affinchè
il loro lezzo possa risvegliare i lavoratori del mondo a
combatterli e ad eliminare un simile cancro » 11.
Forse che Hitler diceva di peggio?
Molti
altri comunisti ebrei imitarono Marx nel suo odio contro
gli Israeliti.
L'ebrea
Ruth Fisher, ben nota dirigente comunista tedesca, membro
del Parlamento, disse: « Schiacciate i capitalisti
ebrei, appiccateli alle lanterne; calpestateli sotto i vostri
piedi » (Ossip Flechtsheim, « Il partito comunista
di Germania, nella repubblica di Weimar», Offenbach
1948).
Perché
soltanto i capitalisti ebrei e non anche gli altri? è
una domanda che rimane senza risposta. Marx odiava gli ebrei,
ma anche i tedeschi. Egli parlava de « lo stupido
popolo tedesco... la disgustosa ristrettezza mentale nazionale
dei tedeschi... » e diceva che « tedeschi, cinesi
ed ebrei debbono essere paragonati a venditori ambulanti
e piccoli commercianti » 12. I russi, li chiamava
« mangiacavoli » 13. I popoli slavi «
rifiuti etnici » 14.
Nel
suo riepilogo annuale del 1848 Marx scrive della «
plebaglia slava »: in cui sono compresi russi, cèchi
e croati. Queste « razze retrograde » non potevano
attendersi nulla dal destino, all'infuori « dell'immediato
compito di perire nella tempesta rivoluzionaria del mondo
». « La futura guerra mondiale farà scomparire
dalla faccia della terra non solo le classi reazionarie
e le dinastie, ma interi popoli reazionari. E questo sarà
il progresso ». « Il loro stesso nome scomparirà
» (Cit. in Bertrand Wolfe, Marxism, New York, Dial
Press, 1965).
Engels
scriveva seguendo lo stesso filone: « La prossima
guerra mondiale sarà causa della scomparsa di molti
popoli reazionari. Anche questo è progresso »
(M.E.W., volume VI, p. 176).
Marx
identificava la gente nera con l'espressione « idioti
» e nella corrispondenza privata faceva uso del termine
« nigger », che in America è considerato
offensivo.
Chiamava
il suo rivale, Lassalle, « the Jewish nigger »,
come chi dicesse « quel negraccio giudaico »
e precisava chiaramente che non lo intendeva come epiteto
di disprezzo per una sola persona. « Mi appare ora
assolutamente chiaro che, come dimostrano tanto la forma
della sua testa che la struttura dei suoi capelli, discende
dai Negri che presero parte alla fuga di Mosè dall'Egitto
(a meno che sua madre o sua nonna dal lato paterno non abbiano
avuto un'ibridazione con un negro)... l'indiscrezione con
la quale si fa avanti è anche tipicamente negresca
».
Marx
difendeva anche lo schiavismo nord-americano. Per questo
litigò col suo amico Proudhon. Quest'ultimo aveva
preconizzato l'emancipazione degli schiavi negli Stati Uniti.
Marx aveva risposto: « Senza lo schiavismo, l'America
del Nord, il paese dove è maggiore il progresso,
si trasformerebbe in un paese patriarcale. Cancella l'America
del Nord dalla carta del mondo, e avrai l'anarchia: il completo
decadimento del commercio e della civiltà moderni.
Abolisci la schiavitù ed avrai cancellato l'America
dalla carta delle nazioni » (citato in Karl Marx Racist
(« K.M. razzista » di Nathaniel Weyl, Arlington
House).
Marx
scrisse anche To the devil the British, « Al diavolo
i Britannici » (M.E.W., volume XXXV, p. 122).
Ralph
Buultjen pubblicò un libro intitolato « Il
segreto mortale di Karl Marx ». In esso dimostrava
che Marx aveva generato un figlio illegittimo e occultò
il fatto, conformandosi così alla morale vittoriana.
Engels accettò di far passare il bambino come suo,
ma non se ne occupò mai; cosicché crebbe in
povertà.
Nel
« Manifesto comunista » Marx aveva inveito contro
i capitalisti, « che avevano a loro disposizione le
mogli e le figlie dei loro proletari ». Marx aveva
avuto questo bambino dalla sua donna di servizio Helen Demuth.
La
figlia preferita di Marx era Eleanor. La chiamava Tussy,
e diceva frequentemente « Tussy è come me ».
Essa fu sconvolta quando seppe di quel fatto da Engels sul
letto di morte. Si uccise più tardi, come fece anche
sua sorella Laura.
C'è
anche una macchia ancor più oscura nella vita del
grande rivoluzionario Karl Marx. Il periodico tedesco «
Reichsruf » del 9 gennaio 1960 pubblicò la
notizia che il Cancelliere austriaco Raabe aveva regalato
a Nikita Chruscev, allora dittatore dell'Unione Sovietica,
una lettera originale di Karl Marx. Chruscev non la gradì,
perché era una prova che Marx era stato un informatore
prezzolato della Polizia austriaca, che spiava sui rivoluzionari.
La
lettera era stata trovata accidentalmente in un archivio
segreto. Dimostrava che Marx, informatore della polizia,
forniva notizie contro i suoi compagni durante il suo esilio
a Londra. Per ogni notizia riceveva 25 dollari. Le sue comunicazioni
riguardavano gli esuli rivoluzionari in Londra, Parigi e
nella Svizzera.
Uno
di coloro contro i quali informava era Ruge, che si considerava
un amico intimo di Marx. Esistono ancora lettere fra Marx
e Ruge improntate a una relazione di cordiale amicizia.
Con
l'approvazione di suo padre, Eleanor sposò Edward
Aveling, un amico di Annie Besant; egli era una personalità
spiccata nel satanismo. Faceva conferenze su argomenti come
« La malvagità di Dio » (esattamente
come fanno i satanisti; ricordiamo che a differenza degli
atei, essi non negano l'esistenza di Dio, se non pubblicamente
per ingannare gli altri; sanno della Sua esistenza, ma amano
descriverlo malvagio). Nelle sue conferenze, egli tentava
di dimostrare Dio è « un incoraggiatore della
poligamia e un istigatore del furto », e pretendeva
il diritto a bestemmiare 15.
Note:
1
Kunzli, Arnold, Karl Marx, Eine Psychographie («K.M.,
uno psico-gramma»), Ziirich, Europa Verlag, 1966.
2
Rjazanov, David, Karl Marx, Man, Thinker and Revolutiomst
(« K.M., Uomo, Pensatore e Rivoluzionario »),
New York, Intern. Publishers, 1927.
3
Mehring, Franz, Karl Marx - Geschichte seines Lebens («
K.M. - Storia della sua vita »), Berlin, Dietz, 1954,
99-100.
4
Ibid. 100.
5
Bauer, Bruno, Lettera del 6 dicembre 1841 ad Arnold Ruge,
MEGA I, i (2) 263.
6
Melskij, A., Evangelist Nenavisti (vita di K.M.), Berlin,
Za Pravdu Ed., 1933 (in russo).
7
Heuer, Rolv, Genie und Reichtum (« Genio e Ricchezza
»), Vienna, Bertelsmann, 1971, 167-168.
8
Marx, Karl, Lettera del 27 febbraio 1852 a Friedrich Engels,
MEW XXVIII, 30.
9
Engels, Friedrich, Lettera del 2 marzo 1852 a Karl Marx,
ibid. 33.
10
Marx, Karl, Lettera dell'8 marzo 1955 a Friedrich Engels,
ibid. 438.
11
Marx, Karl, Lettera del 2 dicembre 1863 a Friedrich Engels,
MEW XXX, 376.
12
Kunzli, Arnold, op. cit., 187.
13
Wolfe, Bertam, Marxism - One hundred Years in the Life of
a doctrine (« Il Marxismo - Cento anni nella vita
di una dottrina »), New York, The Dial Press, 1965,
32.
14
Marx, Karl & Friedrich Engels, The Russian Menace to
Europe (« La minaccia russa all'Europa »), Glence,
The Free Press, 1952, 63.
15
Tsuruki, Chushiki, The Life of Eleanor Marx (« Vita
di E.M. »), Oxford, Clarendon Press, 1957, 85.
7. LETTERE FAMILIARI
Un
altro possibile indizio è contenuto in una lettera
scritta a Marx dal figlio Edgar il 31 marzo 1854. Incomincia
con le parole stupefacenti, «Mio caro diavolo»
1. Chi ha mai visto un figlio rivolgersi così al
proprio padre? Tuttavia è così che un satanista
apostrofa i suoi cari.
Non
è meno significativo che la moglie di Marx si rivolga
a lui come segue: « La tua ultima lettera pastorale,
o gran sacerdote e vescovo di anime, ha di nuovo dato un
tranquillo riposo alla tua povera pecorella ». La
lettera è del 31 marzo 1854 2.
Marx
aveva espresso il suo desiderio, nel « Manifesto Comunista
», di abolire tutte le religióni; il che dovrebbe
implicare anche l'abolizione del culto satanista. Tuttavia
sua moglie parla di lui come gran sacerdote e vescovo. Di
quale religione? La sola religione europea che abbia gran
sacerdoti, è la satanista. Quali "lettere pastorali"
scriveva Marx, l'uomo creduto ateo? Dove sono? Questa è
una parte della vita di Marx sulla quale non si è
indagato.
Note:
1
Marx, Edgar, Lettera del 31 marzo 1854 a Karl Marx, MEW
II, 18.
2
Marx, Jenny, Lettera, datata dopo l’11 di agosto 1844, a
M. Marx, MEW, Suppl., Vol. I, 652.
8. TESTIMONIANZE DEI BIOGRAFI
Alcuni
biografi di Marx potrebbero aver avuto un'intuizione a proposito
della connessione fra il culto del Diavolo e il soggetto
del loro volume, ma, non avendo la necessaria preparazione
spirituale, non avrebbero potuto capire i fatti che avevano
dinanzi agli occhi. Tuttavia la loro testimonianza è
interessante.
Il
marxista Franz Mehring scriveva nel suo libro Karl Marx:
« Sebbene il padre di Karl Marx fosse morto pochi
giorni dopo il ventesimo compleanno del figlio, sembra che
abbia osservato con segreta apprensione il demonio nel suo
figlio favorito 1. Henry Marx non pensava e non poteva aver
pensato che il ricco retaggio di cultura borghese che lasciava
al figlio, come preziosa eredità per la vita, sarebbe
valso soltanto a trasmettere il demone che temeva »
2.
Marx
morì nella disperazione, come avviene per tutti i
satanisti. Il 25 maggio 1883 scriveva ad Engels: «Come
inutile e vuota è la vita, ma quanto desiderabile!»
3.
Vi
è un segreto dietro Marx, che solo pochi marxisti
conoscono. Lenin scrisse: «Dopo mezzo secolo, nessuno
fra i marxisti ha compreso Marx» 4.
Vi
è anche un segreto dietro la vita di Lenin. Egli
scrive così sullo Stato sovietico:
«Lo
Stato non funziona come desideravamo. Come funziona? La
macchina non obbedisce. C'è un uomo al volante, e
sembra che la guidi, ma la macchina non si dirige nella
direzione voluta. Si muove secondo i desideri di un'altra
forza» 5. Qual è questa altra forza misteriosa
che si sostituisce finanche ai piani dei capi bolscevichi?
Si sono essi venduti a una forza che speravano di padroneggiare,
ma che si è dimostrata più potente di quanto
essi prevedessero, e che li ha portati alla disperazione?
In
una lettera del 1921 Lenin scrive: « Spero che verremo
appiccati con una corda puzzolente. E non ho perduto la
speranza che ciò accadesse, perché non possiamo
condannare questa sporca burocrazia. Se ciò accadrà,
sarà ben fatto » 6.
Questa
era l'ultima speranza di Lenin dopo un'intera vita di lotta
per la causa comunista: essere giustamente impiccato su
una corda puzzolente. Questa speranza non si realizzò
durante la sua vita, ma quasi tutti i suoi collaboratori
alla fine vennero giustiziati da Stalin, dopo di aver confessato
pubblicamente di aver servito altre potenze piuttosto che
il proletariato che avevano finto di aiutare.
Quale
confessione da Lenin: «Spero che verremo appiccati
con una corda puzzolente »!
Note:
1
Mehring, Franz, Karl Marx, Geschichte seines Lebens («
K.M., storia della sua vita »), Berlino, Dietz, 1964,
18.
2
Mehring, Franz, Karl Marx, The Story of bis Life, New York,
Covici, Friede, 1935, 32.
3
Marx, Karl, Lettera del 20 maggio 1882 a Friedrich Engels,
MEW, XXXV, 65.
4
Kaufmann, Walter, Hegel, Garden City, Doubleday, 1965, 288.
5
Lenin, V.I., Opere complete (in russo), Mosca, Casa ed.
di letteratura politica, 1964, Vol. 45, 86.
6
Ibid., Vol. 54, 86-87.
9. LENIN - BUKHARIN - STALIN - MAO - CEAUSESCU...
A
questo punto può essere interessante dare un'occhiata
a qualche marxista moderno.
Bukharin,
segretario generale dell'Internazionale comunista e uno
dei principali dottrinari marxisti di questo secolo, nella
sua biografia scrive che, sin dall'età di tredici
anni, aspirava a diventare l'Anticristo. Rendendosi conto
che l'Anticristo doveva essere figlio dell'apocalittica
grande meretrice, aveva insistito affinchè sua madre
confessasse di essere stata una meretrice.
Bukharin
si rese conto troppo tardi in quali mani fosse caduto. In
una lettera che fece imparare a memoria a sua moglie, poco
prima del suo arresto e della sua esecuzione, diceva: «
Sto lasciando la vita. Sto chinando la testa... avverto
la mia impotenza di fronte a una macchina infernale... »
1. Aveva cooperato a far erigere una ghigliottina - lo Stato
sovietico - che aveva ucciso milioni di persone, soltanto
per venire a sapere alla fine che il suo progetto era stato
fatto nell'Inferno. Aveva desiderato di essere l'anti-Cristo:
ne era invece diventato una vittima.
Quando
in Cecoslovacchia, un comunista fu nominato capo del Consiglio
di Stato per gli affari religiosi, un'istituzione il cui
scopo è di spiare i credenti e perseguitarli, egli
assunse il nome di Hruza, che in lingua slovacca significa
«orrore», un appellativo che si adopera per
«diavolo».
Uno
dei capi di un'organizzazione terrorista in Argentina, assunse
lo pseudonimo di «Satanowsky».
Kaganovic,
cognato di Stalin e suo stretto collaboratore, scrive a
proposito di lui nel proprio diario:
«Ho
incominciato a capire come Stalin sia riuscito a fare di
sé un dio. Egli non aveva neppure una sola caratteristica
umana... anche quando esibiva qualche emozione, nessuna
di queste appariva appartenergli. Erano false, come la bilancia
sulla cima di un'armatura. E dietro questa bilancia era
lo stesso Stalin: un pezzo d'acciaio. Per una ragione o
per l'altra, ero convinto che sarebbe vissuto eternamente...
non era affatto umano».
«Rosa
(sua moglie) dice che le ordina di arrampicarsi su un albero,
con niente addosso tranne le calze. Ho la sensazione che
non sia affatto umano. È troppo insolito per essere
un essere umano regolare, sebbene abbia l'aspetto di un
uomo comune. Quale enigma. Ma che cosa sto mai scrivendo?
sono pazzo da legare anch'io? ».
Stalin
descriveva così a Kaganovic i suoi "esercizi
spirituali": «Quando debbo salutare qualcuno,
mi rappresento tale persona a quattro zampe, e mi diventa
disgustoso. Qualche volta mi sento affezionato a una persona
che dovrebbe essere rimossa per il bene della causa. Che
cosa pensi che io faccia? Immagino questa persona mentre
sta defecando, emanando fetore, flatulenze, vomitando...
Più presto cesserà di puzzare su questa terra,
tanto meglio. E cancello questa persona dal mio cuore.»
Milovan
Gilas, eminente dirigente comunista iugoslavo che personalmente
ben conosceva Stalin, scrisse: « Forse non è
che il potere demoniaco e l'energia di Stalin consistono
in questo, che egli fece che il movimento (comunista) ed
ogni suo componente arrivassero a uno stato di confusione
e di stordimento, creando e assicurandosi così il
suo regno della paura?» (Milovan Gilas, « Strani
tempi», in «Kontinent» n. 33, p. 25).
Egli
dice anche, a proposito dell'intera classe dominante dell'Unione
Sovietica: « Fanno mostra di credere nell'ideale del
socialismo, in una futura società senza classi. In
realtà non credono in nulla se non nel potere organizzato
» (ibid.).
Stalin,
come giovane, aveva avuto la peggiore eredità, la
peggiore educazione e sviluppo possibili. Diventò
quello che indica il suo pseudonimo: « Stalin »
significa un uomo d'acciaio, senza la minima emozione umana
o pietà.
Andropov
ha prodotto la stessa impressione di Stalin. Il ministro
degli esteri francese Claude Cheysson, che lo ha conosciuto,
ha descritto Andropov in « Le Monde » come «
un uomo privo di calore dell'anima, che lavora come un computer...
non mostra emozioni... è estremamente spassionato...
È accurato nelle parole e nei gesti come un computer
».
Quando
incominciò a scrivere da rivoluzionario, i primi
pseudonimi di cui fece uso furono «Demonoschwil»
2 che significa qualche cosa come « il demoniaco»
in lingua georgiana, poi «Besoschwili» 3, «il
diabolico».
Troitskaja,
la figlia del maresciallo sovietico Tukacevskij, uno degli
uomini principali dell'Armata Rossa, fucilato poi da Stalin,
scrisse che suo padre aveva nell'angolo orientale della
sua camera dove gli ortodossi pongono generalmente le loro
icone un'immagine raffigurante il Diavolo.
Ceausescu,
il dittatore comunista romeno, è un altro personaggio
stalinista. È oggetto di culto della personalità,
essendo stato paragonato a Giulio Cesare, Alessandro il
Grande, Pericle, Cromwell, Napoleone, Pietro il Grande,
Abraham Lincoln. Sembra però che non basti: così
è stato anche chiamato « il nostro Dio laico»
(«The Wall Street Journal », New York, 10 giugno
1980).
La
Romania comunista, che non consente congressi religiosi
internazionali, nella primavera del 1979 in Curtea de Argesh
ha consentito un congresso di streghe.
Anatole
France fu il celebre scrittore comunista francese che portò
al comunismo alcuni dei più grandi intellettuali
di Francia. A un'esibizione di arte demoniaca a Parigi,
uno dei pezzi esposti fu lo speciale seggio usato da quello
scrittore comunista per presiedere ai riti satanici: i braccioli
e le gambe del seggio, decorate con corna, erano ricoperte
di pelli di capra («Expres», Parigi, 6 ottobre
1979).
Il
centro del satanismo britannico è il cimitero di
Highgate in Londra, dove è sepolto Karl Marx. Presso
questa tomba vengono celebrati riti di magia nera («
Il Tempo », Roma, 1 novembre 1979). Da questo luogo
partì l'ispirazione per il cosiddetto « vampiro
di Highgate », che nel 1970 assaliva le ragazze (P.
Underwood, The Vampire's Bedside Companion, ed. Frewin).
Ma anche Hua Kuo-Feng, dittatore della Cina rossa, rese
omaggio a quella tomba.
Ulrike
Meinhoff, Ensslin ed altri terroristi rossi tedeschi erano
coinvolti nell'occulto (H. Knaust, The testament of Evil).
In
Vitebsk, nell'Unione Sovietica, Zoia Titova, componente
dell'organizzazione della Gioventù sovietica, fu
sorpresa mentre praticava riti della magia nera. Quando
il suo processo fu portato di fronte all'Assemblea della
gioventù comunista, questa rifiutò all'unanimità
di punirla, mentre i membri che decidono di venerare Iddio
vengono espulsi. I comunisti considerano erroneo il credere
in Dio; per tale "delitto" circa diecimila bambini
sono stati separati dalle loro famiglie e sono mantenuti
in speciali campi di concentramento, ma il Diavolo è
considerato accettabile. Il suo culto è consentito
(«Znamia Junosti», 19 agosto 1979).
Una
delle più antiche sette adoratrici del Diavolo, gli
Yezidi di Siria, è descritta in una rivista sovietica
ateistica (« Nauka I Religia », luglio 1979).
Era la sola descrizione di una setta religiosa che non contenesse
la benché minima espressione critica.
Solgenitsin
in Arcipelago Gulag 4, rivela che il divertimento di Yagoda,
ministro degli interni dell'Unione Sovietica, era di sparare
alle immagini di Cristo e dei Santi.
In
quanto a Mao Tse-tung, egli scrisse che dall'età
di otto anni odiava il suo dio: «Con tutto il mio
cuore desideravo una cosa sola: distruggerlo, proprio dalle
fondamenta» 5.
È
normale che un bambino, all'età di otto anni, desideri
soltanto la distruzione del proprio dio? Pensieri simili
appartengono alle personalità demoniache.
Note:
1
Katkov, George, The Trial of Bukharin (« Il processo
di Bukharin »), Londra, T. Batsford Ltd., 1969, I,
29.
2
Avtorkhanov, Abdurakhman, Criminds in Bolsbevism («
Criminali nel Bolscevismo »), Frankfurt a.M., Possev
Verlag (in russo), Grani N° 89-90, 324-325.
3
Avtorkhanov, Abdurakhman, The Provenience of Partocracy
(« La provenienza della partitocrazia»), Frankfurt
a.M., Possev Verlag, 1973 (in russo), 198-201.
4
Solzhenitsyn, Alexsandr I., The Gulag Archipelago, New York,
Harper & Row, 1973, voi. I-II, 173.
5
Zach, Manfred, Mao Tse-tung, Esslingen, Bechtle 1969, 13.
10. I «PICCOLI DIAVOLI » NELL'UNIONE
SOVIETICA
Secondo
la dottrina marxista ufficiale che, come abbiamo dimostrato,
non è che un camuffamento, non esistono né
Dio né il Diavolo. Entrambi sono fantasie. In base
a questa dottrina, i cristiani sono perseguitati dai comunisti.
Ad
ogni modo, il giornale sovietico «Kommunisma Uzvara»
dell'aprile 1974 scrive che nella Lettonia rossa sono stati
creati nelle scuole molti circoli ateistici. Il nome che
si dà ai bambini in questi circoli è, dalla
IV alla VI classe, « Piccoli Diavoli »; mentre
quelli della VII sono chiamati «Servitori del Diavolo».
In un'altra scuola, ragazzi dell'VIII classe sono chiamati
« Fedeli figli del Diavolo ». Alle adunate i
bambini vengono vestiti da diavoli, con corna e coda 1.
Cosicché
è vietato adorare Iddio, ma è consentito ed
anzi incoraggiato fra i bambini di età scolare un
pubblico culto del Diavolo. Questo era l'obiettivo celato
dai comunisti quando si impadronirono del potere in Russia.
Più
ancora, i comunisti volevano trasformare i loro capi in
pubblici adoratori di Satana. Il prete russo-ortodosso Platonov,
un agitatore antisemita, passò ai comunisti quando
assursero al potere in Russia. Lo nominarono vescovo, ed
egli diventò un Giuda che denunciava i componenti
del suo gregge alla Polizia segreta, ben sapendo che sarebbero
stati perseguitati. Un giorno incontrò su un autobus
la propria sorella Alexandra. Era una badessa, che era stata
arrestata più volte, evidentemente cosa nota al fratello.
Egli le chiese: « Perché non mi parli? Forse
che non riconosci tuo fratello? ». Essa rispose: «
E mi domandi il perché? nostro padre e nostra madre
sussulterebbero nelle loro tombe. Tu servi Satana».
Sebbene fosse ufficialmente un vescovo ortodosso nell'Unione
Sovietica, egli rispose: «Forse sono io stesso Satana!»
2.
Non
c'è il minimo dubbio che egli fosse dominato dall'ideologia
satanista. Come si spiegherebbe altrimenti la seguente citazione
da una sua lettera allo scrittore russo Massimo Gorkij,
in data 13-14 novembre 1913:
«Milioni
di peccati, malignità, oppressioni ed epidemie fisiche
sono più facilmente scoperte dal popolo e perciò
meno pericolose, che l'idea più debole di un piccolo
dio spirituale, anche se camuffato nell'abbigliamento più
decoroso» 3.
«Pravoslavnaia
Rus» scrive: «La cattedrale ortodossa di Odessa,
tanto amata dagli odessiti, poco dopo l'assunzione del potere
da parte dei comunisti diventò il punto d'incontro
dei satanisti... Essi si riunivano anche in Slobodka-Romano
e nell'antica abitazione del conte Tolstoi».
Segue
poi il resoconto particolareggiato delle masse sataniste
dette dal diacono Serghei Mihailov, della proditoria «chiesa
vivente», un ramo ortodosso stabilito in connivenza
con i comunisti. Un astante descrive la messa satanista
come «una parodia della liturgia cristiana, in cui
per la comunione si fa uso di sangue umano». Queste
messe si svolgevano nella cattedrale, dinanzi all'Altar
maggiore.
Anche
in Odessa, nel Museo degli Ateisti veniva esibita una statua
di Satana, che era chiamato Bafomet. La notte, i satanisti
si riunivano nel Museo per le loro preghiere e canti di
fronte alla statua 4.
Finanche
la figlia di Stalin, Svetlana Aliluyeva, che non aveva mai
saputo nulla delle profondità di Satana, scrisse
« Beria (il ministro degli Interni sovietico) sembra
abbia avuto un vincolo diabolico con tutta la mia famiglia...
Beria era un demonio malvagio, spaventoso... Un demone terribile
aveva preso possesso dell'anima di mio padre ». Svetlana
ricorda inoltre che Stalin considerava la bontà e
l'amore misericordioso peggiori del più grande delitto
5.
Un
simile clero satanico domina su più di metà
dell'umanità, e ordina atti di terrorismo per tutto
il mondo.
Note:
1
«Kommunisma Uzvara » («Vittoria del comunismo»),
Riga, aprile 1974 (in lituano).
2
Levitin-Krasnov, Anatolj, Bòse Jahre («Anni
cattivi»), Lucerna, Rex Verlag, 1977, 144-145.
3
Lenin, V. Ilich, op. cit., Vol. 48, 226-227.
4
«Prasvoslavnaia Rus» («Russia ortodossa»),
San Francisco, N° 20 del 1977 (in russo), Adoratori
Satanisti, 9-12.
5
Allilujeva, Svetlana, Twenty Letters to a Friend («Venti
lettere a un amico»), Londra, Hutchinson, 1977, 64
sgg.
11.
OSCENITÀ BLASFEME
Si
può capire che i comunisti arrestassero preti e pastori
perché li consideravano contro-rivoluzionari. Ma
perché i preti venissero costretti dai marxisti nella
prigione romena di Piteshti a dir messa sullo sterco e l'urina?
Perché venivano torturati cristiani col far loro
prendere la Comunione usando questi come elementi? Perché
lo scherno osceno della religione? E perché al prete
romeno-ortodosso Roman Braga, che conoscevo personalmente
e allora era prigioniero dei comunisti - attualmente risiede
negli Stati Uniti - perché gli vennero schiantati
i denti ad uno ad uno con una verga di ferro, per renderlo
blasfemo? I comunisti avevano spiegato a lui e ad altri:
«Se vi uccidiamo, cristiani, andate in paradiso. Ma
non vogliamo che vi diano la corona del martirio. Dovrete
prima bestemmiare Iddio, e poi andare all'inferno».
Nella
prigione di Piteshti i comunisti costringevano un prigioniero
molto religioso ad essere «battezzato» ogni
giorno con l'immergergli il capo nel «bugliolo»
nel quale i prigionieri facevano i loro bisogni; e frattanto
obbligavano gli altri prigionieri a cantare le funzioni
battesimali.
Uno
studente di teologia dovette rivestire lenzuoli bianchi
(per imitare le vesti di Cristo) e gli fu appeso al collo
un’immagine blasfema di Cristo. I cristiani venivano picchiati
fino a farli impazzire per costringerli a inginocchiarsi
di fronte a quell’immagine. Dopo di averla baciata, venivano
costretti a recitare parte della liturgia 1.
Prigionieri
venivano costretti a togliersi i calzoni e sedersi con i
glutei nudi su Bibbie aperte («Cuvantul Romanesc»,
Canada, febbraio 1980).
Simili
cose vennero perpetrate per almeno due anni con la piena
conoscenza delle gerarchie superiori del Partito.
Che
cosa ha a che fare tutto ciò con il socialismo e
col benessere del proletariato? Non sono, queste indegnità,
puri e semplici pretesti per organizzare orge e blasfemi
satanici?
Si
suppone che i marxisti siano atei che non credono nel paradiso
e nell'inferno. In queste estreme circostanze il marxismo
si è tolto la maschera ateistica rivelando il proprio
vero volto, che è il satanismo. La persecuzione comunista
della religione può avere una spiegazione umana:
la furia di questa persecuzione oltre ogni ragione, è
satanica.
Così
è accaduto anche nelle prigioni romene e nell'Unione
Sovietica, dove monache che non vollero rinnegare la loro
fede furono sodomizzate, e ragazze battiste furono violentate
(Hermann Hartfeld, Irina).
Molti
morirono come martiri, ma ciò non soddisfaceva i
comunisti. Mediante la tecnica luciferiana fecero che i
martiri morissero blasfemi, nel delirio provocato dal parossismo
delle torture.
La
dissacrazione satanista di chiese cattoliche si è
avuta nel 1970 in Upyna, Dotnuva, Zanaiciu, Kalvarija, Sede
ecc, località della Lituania sovietica. L'ultima
di cui ci risulta è avvenuta in Alsedaai il 22 settembre
1980 («Catacombes», Francia, settembre 1980).
Nel
1923 c'erano stati nell'Unione Sovietica finti processi
a Dio, alla presenza di Trotskij e di Lunacharskij (A. Reghelson,
The Tragedy of the Russian Church). Ma queste non sono soltanto
cose d'altri tempi.
Nel
suo libro Psychiatric Hospital 14 Moscow, Georgi Fedorov
racconta della conversazione col suo psichiatra Dott. Vladimir
Levitskij a proposito del cristiano Argentov che era detenuto
in quell'ospedale. Il medico disse: « Voi volete tirare
il vostro amico Eduard verso Dio, e noi verso il Diavolo.
Così io mi valgo dei miei diritti come psichiatra
di inibire a voi ed ai vostri amici l'accesso a lui ».
In
Chiasso, nell'Angola comunista, i comunisti macellarono
animali nella chiesa e ne posero le teste sull'altare e
sul pulpito. Un manifesto proclamava: «Questi sono
gli dèi che voi adorate». Il pastore Aurelio
Chicanha Saunge fu ucciso insieme con 150 suoi parrocchiani
(«Impact», Svizzera 2/81).
Il
prete cattolico lituano Eugene Vosikevic è stato
ucciso. Evidentemente i comunisti avevano svolto un rito
satanista, perché si trovò che la sua bocca
era stata riempita di pane (Chronicle of the Lituanian Catholic
Church, n. 44/81).
«Vetchennaia
Moskva», un giornale comunista, ebbe un lapsus calami,
un errore involontario di penna, infatti scrisse: «
Noi non combattiamo contro i credenti e neanche contro i
preti. Combattiamo contro Dio per portargli via credenti»
2.
«La
lotta contro Dio per portargli via i suoi credenti»
è la sola spiegazione logica della lotta comunista
contro il battesimo.
Le
parole del giornale sovietico non ci stupiscono. Marx l'aveva
già detto nel suo libro «Ideologia germanica»,
chiamando Dio «Lo Spirito Assoluto» come aveva
fatto il suo maestro Hegel, scrisse: «Ci troviamo
di fronte a una domanda altamente interessante: la decomposizione
dello Spirito Assoluto». Non era una lotta contro
una falsa credenza in un Dio inesistente ciò che
lo preoccupava. Egli credeva nell'esistenza di Dio, e desiderava
di veder decomporsi questo Spirito Assoluto, come molti
prigionieri dei comunisti venivano fatti marcire nelle prigioni.
In
Albania, il prete Stephan Kurti fu condannato a morte per
aver battezzato un solo bimbo. Il battesimo deve essere
eseguito in segreto nella Cina rossa e nella Corea del Nord.
Nell'Unione
Sovietica i battesimi possono essere officiati soltanto
dopo la registrazione. Persone che desiderano esser battezzate
o che vengano battezzati i loro figli, debbono presentare
i loro documenti d'identità al rappresentante del
consiglio della chiesa, che a sua volta deve riferirne alle
autorità dello Stato. Ne risulta la persecuzione.
I Kolkhoznik (lavoratori nelle fattorie collettive) non
hanno carta d'identità, e perciò possono far
battezzare i loro bambini solo segretamente 3. Molti pastori
protestanti hanno avuto condanne alla prigione per aver
battezzato persone.
La
lotta comunista contro il battesimo presuppone che si creda
nel suo valore per un'anima. Stati come il Pakistan, fondati
in relazione con una determinata religione, si oppongono
al battesimo cristiano, in nome di un diverso punto di vista
religioso. Ma per gli atei - quali i comunisti dichiarano
di essere - il battesimo non dovrebbe significare proprio
niente. Si deve supporre che non benefichi o non danneggi
il battezzato. Perché dunque questi comunisti combattono
contro il battesimo? È perché i comunisti
«combattono contro Dio per strappargli credenti».
La loro ideologia non è realmente ispirata dall'ateismo.
Qualche
cosa di più sulle relazioni fra il marxismo e l'occultismo
si può trovare in Psychic Discoveries behind the
Iron Curtain» 4, di Sheila Ostrander e Lynn Schroeder.
È stupefacente scoprire che l'Oriente comunista è
molto più progredito dell'Occidente in fatto di ricerca
sulle forze oscure manipolate da Satana 5.
In
Cecoslovacchia, Bulgaria ecc. il Partito comunista spende
somme colossali per ricerche segrete in questo campo. Vi
è una «cortina di ferro» che impedisce
all'Occidente di sapere ciò che accade nei venti
istituti parapsicologici situati nell'Unione Sovietica.
Note:
1
Bacu, D., Pitesbti, Madrid, Colectia Dacoromania, 1963,
71, 187 (in romeno).
2
Prete Dutko, O nashem upovanti («Sulla nostra speranza»),
Parigi, YMCA Press, 1975, 51 (in russo).
3
Shafarevitch, Igor, La législation sur la religion
en URSS, Paris, Seuil, 1974, 67-71.
4
Ostrander, Sheila & Lynn Schroder, Psychic Discoveries
behind the Iron Curtain, Englewood Cliffs, Prentice Hall,
1970.
5
«Novie Russkoie Slovo» (« Nuova lingua
russa »), New York, 30 luglio 1975 (in russo). La
parapsicologia nell'Unione sovietica, 2.
12.
MARX E DARWIN
Quale
fu il contributo specifico di Marx al piano di Satana per
l'umanità? Fu importante.
La
Bibbia insegna che Dio creò l'uomo (Genesi 1:26).
Fino ai tempi di Marx, l'uomo continuò ad essere
considerato come la corona della creazione. Marx fu lo strumento
prescelto da Satana perché facesse perdere all'uomo
la stima di se stesso, la convinzione di discendere da alti
luoghi e di essere destinato a ritornare ad essi. Il marxismo
è la prima filosofia sistematica e particolareggiata
che riduce bruscamente la nozione dell'uomo. Secondo Marx,
l'uomo è innanzitutto un intestino, che deve essere
riempito costantemente e ripetutamente. Gli interessi prevalenti
dell'uomo sono di natura economica. Egli produce per sopperire
alle proprie necessità. Per questo scopo egli entra
in relazioni sociali con altri uomini. Questa è la
base della società, quello che Marx chiama l'infrastruttura.
Matrimonio, amore, arte, scienza, religione, filosofia,
tutto ciò che esula dalle necessità dell'intestino,
sono sovrastrutture, determinate in ultima analisi dallo
stato dell'intestino.
Nessuna
meraviglia che Marx si sia molto rallegrato leggendo il
libro di Darwin sull'origine delle specie, un altro colpo
da maestro per far dimenticare agli uomini la loro natura
spirituale e i loro fini divini. Darwin diceva che l'uomo
derivava dal mondo animale e non aveva altri scopi all'infuori
della mera sopravvivenza.
Il
re della natura era stato detronizzato da quei due. Satana
non poteva detronizzare Dio, quindi svalutò l'uomo.
Si era "dimostrato" che l'uomo era un servo dell'intestino,
ed era progenie di animali.
Marx
scrisse a Ferdinand Lassalle il 16 gennaio 1861: «Il
libro di Darwin è molto importante e mi serve di
base nelle scienze naturali per la storica lotta di classe».
Il
genero di Marx, Paul Lafargue, in Socialism and the In-tellectuals
dice: « Quando Darwin pubblicò il suo volume
« L'origine delle specie » tolse a Dio la parte
di creatore nel mondo organico come Franklin lo ha spogliato
del suo fulmine » (La cosa terribile è che
Darwin è stato male adoperato: non era stata affatto
sua intenzione nuocere alla religione. Aveva scritto infatti:
«Vi è una grandiosità in questa visione
della vita, con i suoi numerosi poteri, inspirati originariamente
in poche forme o in una sola». Per dare maggior enfasi
alla sua posizione, Darwin inserì la frase «dal
Creatore» dopo « ispirati » nella seconda
edizione. E vi rimase in tutte le edizioni successive che
egli pubblicò.)
Più
tardi, Freud avrebbe completato l'opera di quei due giganti
satanici, riducendo l'uomo basilarmente a un impulso sessuale,
volta a volta sublimato nella politica, nell'arte o nella
religione. Fu lo psicologo svizzero Carl Gustav Jung che
ritornò alla dottrina biblica, secondo la quale l'impulso
religioso è quello fondamentale dell'uomo.
Il
darwinismo appare come una teoria scientifica, che può
essere giusta o sbagliata, ma che non ha addentellati economici
o politici. Molti sarebbero disposti ad accettare che Dio
abbia creato il mondo che conosciamo attraverso un lungo
processo di evoluzione.
I
tempi di Marx furono tempi di esplosione satanista in molte
sfere della vita. Era il periodo in cui il poeta francese
Charles Baudelaire scriveva Les Fleurs du Mal, proclamando
apertamente di essere dalla parte dell'immoralità.
Il poeta russo Sologub scrisse: « Mio padre è
il Diavolo »; un altro poeta russo, Briusov, scriveva:
« Io glorifico egualmente Dio e il Diavolo ».
Marx
era un figlio dei tempi che ci dettero anche Nietzsche -
il filosofo favorito di Hitler e di Mussolini - Max Stirner,
un anarchico estremista ed Oscar Wilde, il primo teorico
della libertà per l'omosessualità.
La
Russia venne preparata per la vittoria del marxismo. Quelli
della Rivoluzione furono tempi in cui amore, sentimenti
buoni e sani, erano considerati mediocri e retrogradi. Le
fanciulle nascondevano la loro innocenza, i mariti la loro
fedeltà. La distruzione era lodata come buon gusto,
la nevrastenia come il segno di una mente raffinata. Questo
insegnavano nuovi scrittori improvvisamente comparsi dal
nulla. Gli uomini inventarono vizi e perversioni, prendendosi
cura di non lasciare l'impressione di essere morali. Come
mai quindi Stalin diventò rivoluzionario dopo aver
letto Darwin? 1. Come studente nel seminario ortodosso ebbe
da Darwin l'impressione che non siamo creature di Dio ma
il risultato di un'evoluzione in cui regna una concorrenza
spietata. Sopravvive il più forte e il più
crudele. Imparò che i criteri morali e religiosi
non rappresentano una parte nella natura e che l'uomo è
altrettanto parte della natura quanto un pesce o una scimmia
antropomorfa. Quindi, evviva la spietatezza e la crudeltà.
Darwin
aveva scritto un libro scientifico. Il suo risultato finale
è stato l'uccisione di diecine di milioni di innocenti.
È diventato il padre spirituale dei più grandi
assassinii di massa della storia.
Più
ancora fu l'influsso della Rivoluzione Francese, spiritualmente
molto simile a quella russa.
Durante
lo svolgersi degli eventi in Francia, Anacharsis Clootz,
uno dei capi dei rivoluzionari ed un illuminato, si dichiarò
« nemico personale di Gesù Cristo ».
Di fronte alla Convenzione il 17 novembre 1792 affermò:
« Il popolo è il sovrano e il Dio del mondo...
soltanto gli sciocchi credono in un qualsiasi altro Dio,
in un Ente Supremo ». Quindi la Convenzione emise
un decreto, proclamando « la nullificazione di tutte
le religioni ».
Note:
1
Hyde, Montgomery, Stalin, Londra, Rupert Hart-Davis, 28-29.
13.
UN ANELLO DI CONGIUNZIONE FRA COMUNISMO E SATANISMO
I
comunisti hanno l'abitudine di crearsi organizzazioni di
facciata. Tutto ciò che abbiamo detto più
sopra suggerisce la probabilità che i movimenti comunisti
siano a loro volta organizzazioni di facciata per un satanismo
occulto. Ciò verrebbe anche a spiegare perché
tutte le armi politiche, economiche, culturali e militari
impiegate contro il comunismo si siano dimostrate tanto
inefficaci. I mezzi per combattere il satanismo sono spirituali,
non materiali; altrimenti, mentre un'organizzazione di facciata
satanista, come il nazismo, viene sconfitta, ne sorgerà
un'altra per una vittoria più grande.
Himmler,
il ministro per gli Interni della Germania nazionalsocialista,
credeva di essere una reincarnazione del re Enrico l'Uccellatore;
egli pensava che fosse possibile imbrigliare i poteri occulti
perché servissero l'esercito nazista. Diversi capi
nazionalsocialisti erano coinvolti in riti di magia nera.
Un
organismo colossale è stato creato dalla Polizia
segreta sovietica per distruggere le Chiese del mondo intero.
Il loro primo obiettivo è di eliminare o minimizzare
l'ostilità delle religioni contro il comunismo. In
secondo luogo essi cercano alleati nell'interno della Chiese
in modo da potersi valere del prestigio del clero per portare
la massa dei credenti nel campo della rivoluzione. Il nome
di questo dipartimento è Orginform (pronuncia Orghin-form).
Esso ha cellule segrete in ogni paese, in ogni grande organizzazione
religiosa. Certo è che il loro principale bersaglio
sono le organizzazioni e missioni anticomuniste che operano
dietro la Cortina di ferro. Agenti comunisti specializzati
in propaganda e provocazione si infiltrano nelle Chiese
e nelle missioni per preparare il disarmo ideologico dei
fedeli.
Il
suo primo direttore, Vassilij Gorelov, era precedentemente
un prete ortodosso, un apostolo diventato Giuda. Il quartier
generale è a Varsavia. Il capo attuale è Theodor
Krasky.
L'organizzazione
ha una scuola a Feodosia (Crimea) per l'addestramento degli
agenti nei paesi latini, ed una a Mosca per l'America settentrionale.
Gli agenti per la Gran Bretagna, l'Olanda, la Scandinavia
ecc. vengono addestrati in Siguel (Lettonia) e quelli per
i paesi musulmani in Constantza (Romania).
Queste
scuole preparano falsi pastori, preti, imam, rabbini i quali
comprendono perfettamente le rispettive teologie. Alcuni
autore di «L'Io e la sua proprietà» era
uno degli amici di Marx. Egli scrisse: «Io sono legittimamente
autorizzato a fare ogni cosa di cui sono capace».
Solgenitsin
in «Arcipelago Gulag» rivela alcuni degli orribili
risultati del comunismo nelle anime e nelle vite delle persone.
Ripeto
che sono consapevole del fatto che le prove che io riporto
qui sono soltanto indiziarie. Ma ciò che ho scritto
qui è sufficiente a mostrare che quanto i marxisti
dicono di Marx, è un mito. Egli non fu indotto dalla
povertà del proletariato per la quale la rivoluzione
era l'unica soluzione. Non amava i proletari. Li chiamava
«zucconi», «stupidi», «asini
», « furfanti », e, sì, adoperava
epiteti osceni (corrispondenza con Engels); Marx non amava
i suoi compagni nella lotta per il comunismo. Chiamava Failigrath
«il suino» 2, Lassalle «negraccio giudeo»
3, Bakunin «uno zero teorico» 4
Un
combattente della rivoluzione del 1848, il tenente Cecov,
che trascorse notti bevendo con Marx, commentò che
il narcisismo di Marx aveva divorato quanto di buono c'era
stato in lui.
Marx
non amava l'umanità. Mazzini, che lo aveva conosciuto
bene, scrisse «Aveva uno spirito distruttivo. Il suo
cuore scoppia di odio piuttosto che d'amore per gli uomini»
5
Giuseppe
Mazzini fu carbonaro solo per brevissimo tempo, nella sua
giovinezza. Questa organizzazione era stata fondata nel
1815 da Antonio Maghella, un massone genovese, e dichiarava
che il «suo scopo finale era quello di Voltaire e
della Rivoluzione Francese: il completo annientamento del
cattolicesimo e infine, del Cristianesimo». Era incominciata
come una operazione italiana ma in seguito ebbe un orientamento
europeo più ampio.
Benché
Mazzini criticasse Marx, mantenne rapporti con lui. L'Enciclopedia
ebraica dice che Mazzini e Marx ebbero l'incarico di preparare
l'indirizzo e la costituzione della Prima Internazionale.
Non
conosco testimonianze in contrario da parte di contemporanei
di Marx. Marx come filantropo è un mito costruito
soltanto dopo la sua morte.
Marx
non odiava la religione perché costituisse un ostacolo
sulla via della felicità dell'umanità. Al
contrario, egli desiderava rendere infelice l'umanità
sia qui che attraverso l'eternità. Proclamava questo
come suo ideale. Il suo fine era la distruzione della religione.
Il socialismo, la preoccupazione per il proletariato, l'umanitarismo...
questi non erano che pretesti.
Dopo
aver letto The Origin of Species di Charles Darwin, Marx
scrisse a Lassalle una lettera in cui esultava che a Dio
- per lo meno nel campo delle scienze naturali - fosse stato
dato «un colpo mortale» 6. Quale idea precedeva
tutte le altre nella mente di Marx? Erano forse le tristi
condizioni del povero proletariato? In tal caso, quale possibile
valore aveva la teoria di Darwin? Oppure può darsi
che lo scopo principale di Marx fosse la distruzione della
religione?
Il
bene dei lavoratori era soltanto una finzione? Dove i proletari
non combattono per gli ideali socialisti, i marxisti sfrutteranno
le differenze razziali o il cosiddetto generation gap, il
salto di generazione. La cosa principale è che la
religione deve essere distrutta.
Note:
1
Rjazanov, David, Karl Mrax ah Denker, Mensch una Revolutionaer
(« K.M., come pensatore, uomo e rivoluzionario »),
Vienna, Verlag fuer Literatur und Politik, 1928, 149-150.
2
Kiinzli, Arnold, op. cit., 352.
3
Glickson, Moshe, The Jewish Compless of K.M. (« Il
complesso giudaico di K.M. »), New York, Herzl Press,
opuscolo N° 20, 1961, 40.
4
Kiinzli, Arnold, op. cit., 361.
5
Ibid. 372-373.
6
Marx, Karl, Lettera del 16 gennaio 1961 a Lassalle, MEW
XXX, 578.
14.
ROBIN GOODFELLOW
Marx
scrisse: «Nei segni che sconcertano la classe media,
l'aristocrazia e i profeti della regressione, riconosciamo
il nostro valoroso amico, Robin Goodfellow, la vecchia talpa
che può operare così velocemente nella terra:
la rivoluzione » 1
Chi
ha letto questa frase evidentemente non ha indagato circa
l'identità di questo Robin Goodfellow, il valoroso
amico di Marx, che lavora per la rivoluzione.
Nel
XVI secolo William Tyndale, adopera il nome Robin Goodfellow
per indicare il Diavolo 2 Shakespeare, nel suo «Sogno
d'una notte di mezza estate» lo chiama « lo
spirito maligno che fuorvia il viandante notturno, e ride
del suo danno» 3. Così, secondo Marx, considerato
« il padre del comunismo, un demonio era l'autore
della rivoluzione comunista ed era suo amico personale ».
In
Argentina gruppi di terroristi comunisti rapivano industriali
e ricavavano milioni con i riscatti. Questo danaro veniva
moltiplicato in banche capitaliste da un certo Graiver,
il quale convinceva anche la povera gente ad affidargli
i loro risparmi. Con i profitti egli finanziava i terroristi.
Quindi andò in bancarotta rovinando i poveri. Suoi
complici erano ex-presidenti dell'Argentina e grandi giornalisti,
fra i quali un uomo che aveva preso il nome di Satanovsky.
Vale
la pena ricordare qui che Stalin aveva incominciato a scrivere
sotto lo pseudonimo di « Figlio del Diavolo »
e « Figlio del demonio ».
Note:
1
Payne, Robert, op. cit., 306.
2
Tyndale, Works (« Opere »), Parker Soc., 1849,
cit. dall’Oxford English Dictionary, Oxford, Clarendon Press,
1933, Vol. VIII, 735.
3
Shaekspeare, William, Complete Works, Glenview, Scott, Foreman,
1973, Midsummer Nights Dream, atto Il, scena I, 33-34, 189.
15.
A TUTTI VOI, MARXISTI
Mi
rivolgo ai gregari del marxismo: voi non siete animati dallo
spirito che controllava Hess, Marx, Engels. In realtà
voi amate l'umanità, la rispettate e intendete adoperarvi
per il bene universale. Non è vostro desiderio essere
uno strumento di qualche sètta. Per voi questo libro
può essere utile.
Il
marxismo satanico ha una filosofia materialista che acceca
i suoi seguaci alle realtà spirituali. Esiste qualche
cosa di più della materia. Esiste una realtà
dello spirito, della verità, della bellezza, e degli
ideali.
Esiste
anche un mondo di spiriti decaduti, il cui capo è
satana. Cadde dal cielo per il suo orgoglio e trascinò
giù con sé un'armata di angeli. Dopo la caduta,
il suo inganno è stato perpetuato ed accresciuto
attraverso ogni concepibile congegno, finché oggi
vediamo la bellissima creazione di Dio devastata dalle guerre
mondiali, dalle rivoluzioni e controrivoluzioni, dalle dittatura,
dallo sfruttamento, dal razzismo di diversi tipi, dalle
false religioni, e dall'agnosticismo e ateismo, delitti
e imbrogli, infedeltà in amore ed amicizia, matrimoni
infranti, figli ribelli.
L'umanità
ha perduto la visione di Dio.
Ma
che cosa ha preso il posto di questa visione? Forse qualche
cosa di meglio?
L'uomo
deve e vuole avere qualche religione. Se rifiuta di volgersi
a Dio, avrà la religione di satana e perseguiterà
coloro che non adorano satana.
Soltanto
pochi fra i grandi dirigenti del comunismo sono stati e
sono satanisti consapevolmente, ma esiste anche un satanismo
inconscio. Uno può essere satanista inconsapevolmente,
senza neanche sapere che esista un simile culto. Egli è
tale se odia la nozione di Dio e il nome di Cristo, se vive
come se fosse soltanto materia, se nega i princìpi
spirituali e morali.
Sono
nello stesso pericolo coloro i quali si dedicano all'occultismo.
A
Francoforte la domenica vanno più persone alle riunioni
spiritiche, nelle quali vengono evocati i defunti, che non
alle funzioni di chiesa. Vi sono chiese sataniste a Monaco
e Dusseldorf (« Idea » del 3 giugno 1983). Ve
ne sono anche molte in Francia, in Gran Bretagna, negli
Stati Uniti e in altri paesi.
Gli
esseri umani possono aver abbandonato Dio, ma Dio non ha
mai abbandonato le Sue creature. Egli ha inviato nel mondo
il Suo Figlio unigenito Gesù Cristo. Amore e grazia
incarnati vissero sulla terra la vita di un povero bambino
ebreo, poi la vita di un umile carpentiere, e infine la
vita di un maestro di rettitudine. L'uomo oppresso non può
salvarsi, come non può trarsi dalle acque un uomo
che annega. Così Gesù, pieno di comprensione
per i nostri intimi conflitti, prese su di Sé tutti
i nostri peccati, ivi compresi i peccati di persone come
Marx e i suoi seguaci, e sopportò Egli stesso la
condanna per quello che abbiamo fatto. Egli espiò
i nostri peccati morendo su una croce sul Golgota, dopo
aver sofferto la più terribile umiliazione e dolore.
Abbiamo
la Sua parola che chiunque oggi ponga semplicemente la propria
fede in Lui è perdonato, riceve una nuova vita, e
vivrà con Lui nei cieli eterni. Egli non rifiuta
nessuno, quale che sia il suo passato.
Val
la pena osservare che due Premi Nobel sovietici, Pasternak
e Solgenitsin, entrambi ex-comunisti, dopo aver descritto
i parossismi di delitto ai quali conduce il marxismo satanico,
hanno posto la loro fede in Cristo. Svetlana Alliluyeva
Stalina, la figlia del peggiore assassino di massa marxista,
è diventata anche lei cristiana. Ricordiamo che l'ideale
di Marx era scendere negli abissi dell'inferno lui stesso,
e trascinarvi dentro con sé tutta l'umanità.
Non seguiamolo su questo sentiero vizioso, ma piuttosto
volgiamoci a Cristo che ci ama e può guidarci verso
l'alto delle vette di luce, saggezza e amore, a un cielo
di ineffabile gloria.